www.arsg.it - Costantemente aggiornata la Sezione NOVITA' GIURISPRUDENZIALI: sono in linea recenti pronunce in tema di APPALTI,  COMPETENZA  E GIURISDIZIONE, OPERE PUBBLICHE, RICORSO GIURISDIZIONALE. - SCRIVETECI!

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 21 novembre 2008, n. 12

Pres. Salvatore

Rel. Cafini

Ric. Kpmg Advisory s.p.a.

Res. Enterprise Digital Architects s.p.a. e Regione Molise

 

 

punto elenco

Appalto - Gara - Aggiudicazione illegittima - Caducazione del contratto - Risarcimento del danno in forma specifica - Giurisdizione del giudice amministrativo - Non sussiste - Risarcimento del danno per equivalente - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussiste

 

 

Non rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, l'indagine sulla caducazione del contratto d'appalto che precede il ripristino del ricorrente vittorioso nella posizione di parte contraente (art. 35, Dlgs n. 80 del 1998), per il risarcimento del danno con la reintegrazione in forma specifica.

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la pronuncia sul risarcimento del danno economico cagionato dall'aggiudicazione dichiarata illegittima, poichè la condanna al pagamento dell'equivalente monetario, nelle forme previste dall'art. 2056 c.c. per quanto attiene alle conseguenze patrimoniali dell'illecito aquiliano, ex art. 2043 c.c., è oggetto di giurisdizione piena, ai sensi dell'art. 7 della legge n. 1034 del 1971, così come sostituito dall'art. 35 del D.lgs. n. 80 del 1998 e dall'art. 7 della legge n. 205 del 2000.

 

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

punto elenco

Giudizio amministrativo - Risarcimento del danno in forma specifica - Domanda formulata nell'epigrafe del ricorso - Accoglimento da parte del giudice - Omessa rinnovazione della richiesta risarcitoria nelle conclusioni - Vizio di ultrapetizione - Esclusione

 

 

Non è affetta da nullità per vizio di ultrapetizione la sentenza che abbia accolto la richiesta di risarcimento del danno ingiusto formulata soltanto nell'epigrafe del ricorso giurisdizionale e non rinnovata nelle conclusioni dello stesso atto processuale qualora nelle conclusioni sia stato richiamato l'art. 35 D. Lgs. n. 80 del 1998, che prevede anche la reintegrazione in forma specifica quale tecnica del risarcimento del danno.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 30 luglio 2008, n. 9
    Pres. Salvatore
    Rel. Lamberti
    Ric. Kpmg Advisory S.p.a. 
    Res.Engineering Sanità Enti Locali S.p.a. ed altri

 

 

punto elenco

Contratti della P.A. – Aggiudicazione – Annullamento – Risarcimento del danno per equivalente - Giurisdizione del giudice amministrativo - Reintegrazione in forma specifica – Giurisdizione del giudice amministrativo – Non sussiste

 

Ai sensi dell’art. 244, D. Lgs. n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici) rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le sole controversie inerenti alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, con esclusione di qualsiasi  domanda  riguardante la fase dell’esecuzione dei relativi contratti. Pertanto, alla richiesta di annullamento dell’aggiudicazione può conseguire solo il risarcimento del danno per equivalente, ma non anche la reintegrazione in forma specifica che, incidendo necessariamente sul contratto e quindi sulla fase negoziale e sui diritti soggettivi, esce dall’ambito della giurisdizione amministrativa.

(Simona De Paolis)

 

 

 

punto elenco

Contratti della P.A. – Aggiudicazione – Annullamento – Giudizio di ottemperanza -  Reintegrazione in forma specifica – Ammissibilità 

 

Nelle ipotesi di annullamento dell’aggiudicazione di una gara di appalto, il giudice amministrativo in sede di ottemperanza al giudicato, esercitando la propria giurisdizione di merito, può procedere alla reintegrazione in forma specifica dell'impresa che abbia ottenuto l'annullamento dell’aggiudicazione e, dunque, disporre la sostituzione di quel soggetto all’aggiudicatario.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 30 luglio 2008, n. 8
    Pres. Salvatore
    Rel.  Buonvino 
    Ric. Comune di Revere  e Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro
    Res. A.S.L. della Provincia di Cremona ed altri 

 

punto elenco Competenza e giurisdizione - Sanità pubblica - Controversie tra enti pubblici - Spese sanitarie, di soccorso e di assistenza - Riparto  - Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo

 

Ai sensi dell’art. 29, comma primo, n. 5, R.D. n. 1054 del 1924, rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie fra enti pubblici afferenti al riparto delle spese di spedalità, di soccorso e di assistenza rese obbligatorie da  disposizioni di legge o da statuti, qualora si contenda in merito al prevalere del carattere sanitario o assistenziale delle stesse, in quanto oggetto centrale della contesa è, in tal caso, sempre e comunque l’individuazione del soggetto pubblico eventualmente debitore di somme correlate a prestazioni sanitarie.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 22 ottobre 2007, n. 12
    Pres. Schinaia
    Rel. Ruoppolo
    Ric. Provincia di Mantova
    Res.  Gatti

  

punto elenco

Competenza e giurisdizione - Occupazione per pubblica utilità -  Occupazione acquisitiva - Risarcimento del danno - Controversie - Giurisdizione del giudice amministrativo
 


Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia risarcitoria nella quale il decreto di espropriazione sia stato emesso in carenza di potere per previa scadenza della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, con conseguente irreversibile trasformazione del bene (c.d. occupazione acquisitiva - Conferma T.A.R. Brescia 19 dicembre 2005 n. 1342).

(Simona De Paolis)


 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria , 13 settembre 2007 n. 11
    Pres. Schinaia
    Rel. Lamberti
    Ric. Mediterranea Impianti s.r.l.
    Res.  Comune di Palermo ed altri
     

 

punto elenco

Atto amministrativo -  Accesso ai documenti amministrativi - Relazioni del direttore dei lavori e dell'organo di collaudo - Esclusione

 


L'art. 10 D.P.R. n. 554/1999 non è stato implicitamente abrogato dalle modifiche apportate all'art. 31 bis L. 109/1994 dalla L. 166/2002. Pertanto,  le relazioni del direttore dei lavori e del collaudatore sulle riserve avanzate dall'esecutore di lavori pubblici sono rimaste sottratte all'accesso anche durante la vigenza dell'art. 31-bis della legge n. 109/1994 nel testo risultante dell'emendamento introdotto dall'art. 7, l. n. 166/2002. Del pari, è rimasto confermato l'intento del legislatore di ricondurre tali relazioni ai casi di divieto di divulgazione altrimenti previsti dall'ordinamento di cui all'art. 24, co. 1, l. n. 241/1990.

(Simona De Paolis)


 

 

 

 

 

 

 

 

  • Adunanza Plenaria, 16 gennaio 2007,  n. 3
    Pres. de Roberto
    Rel. Millemaggi Cogliani
    Ric. I.N.P.D.A.P. ed altri
    Res. Bavicchi ed altri
     

 

punto elenco

Pubblico impiego - Dirigenti - Indennità di buonuscita - Base di calcolo - Natura retributiva dell'emolumento - Non rileva - C.C.N.L. 1994/1997 - Indennità di posizione - Incomputabilità

 

 


Per stabilire se un determinato emolumento sia computabile nella indennità di buonuscita dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni,  non si deve fare riferimento  alla natura dello stesso ma alla concreta disciplina impressa dalla contrattazione collettiva; pertanto, ai fini della determinazione della base di computo della indennità di buonuscita dei dirigenti della P.A. cessati dal servizio durante la vigenza del contratto nazionale di lavoro relativo al periodo 1994-1997, ancorché in vigenza dell'accordo integrativo relativo al biennio 1996/1997, non può tenersi conto dello scaglione di indennità di posizione maturato al momento del collocamento a riposo e, a maggior ragione, degli scaglionamenti successivi.


(Simona De Paolis)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Adunanza Plenaria, 11 gennaio 2007,  n. 1
    Pres. de Roberto
    Rel. Lodi
    Ric. AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA ED IL GAS
    Res.  ANIGAS ed altri
     

punto elenco

Giudizio amministrativo - Parti processuali -  Associazioni di consumatori - Qualità di litisconsorti necessari -  Esclusione - Ratio 
 


Per il  carattere facoltativo e spontaneo delle iniziative promosse  dalle associazioni di consumatori, per il numero indeterminato e fluttuante delle associazioni inserite nell'elenco ministeriale di cui all'art. 137 del D. Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo),  per le modalità con le quali le iniziative stesse si devono svolgere, nonché per la circoscritta estensione delle azioni esperibili ex art. 140 del Codice del Consumo, si deve escludere che le associazioni di consumatori siano attualmente qualificabili come litisconsorti necessari nel processo amministrativo.

(Simona De Paolis )

 

 

 

 

 

  • Adunanza Plenaria, 27 giugno 2006, n. 10
    Pres. de Roberto
    Rel. Salvatore
    Ric. Ministero dell'Interno
    Res. Altavilla Vincenzo.


     

punto elenco

Polizia di Stato - Processo penale -  Sentenza dichiarativa di estinzione dei reati per prescrizione -  Sentenza penale di patteggiamento - Assimilabilità -  Procedimento disciplinare - Adozione del provvedimento finale - Termine ex art. 9, c. 2, L. n. 19 del 1990 - Inapplicabilità - DPR n. 737 del 1981 - Applicabilità
 

 


Qualora ad essere assoggettato ad un  procedimento disciplinare sia un soggetto appartenente alla Polizia di Stato con riguardo al quale sia intervenuta una sentenza penale dichiarativa  di estinzione dei reati ascrittigli per decorso del termine di prescrizione, non trova applicazione il termine procedimentale finale di cui all'art. 9, c. 2, L. n. 19 del 1990, essendo sufficiente che il provvedimento finale sia adottato nel pieno rispetto della sequenza temporale prevista dal DPR n. 737 del 1981.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 27 giugno 2006, n. 9
    Pres. De Roberto
    Rel. Carboni
    Ric.  Principato
    Res. Regione Sicilia.
     

 


Ricorso straordinario - Al Presidente della Regione Sicilia - Decreto decisorio del Presidente della Regione Sicilia - Impugnazione in sede giurisdizionale - Da parte del controinteressato cui non sia stato notificato il ricorso straordinario - Ammissibilità
 

 



E� ammissibile l'impugnazione in sede giurisdizionale del decreto del Presidente della Regione Sicilia decisorio del ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia, da parte del controinteressato  a cui non sia stato originariamente notificato il ricorso amministrativo.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Adunanza Plenaria 2 maggio 2006, n. 8
    Pres, de Roberto
    Rel.  Barbagallo
    Ric. Azienda Usl n.8 di Siracusa
    Res.  Murè Giovanni ed altri; Assessorato Regionale alla Sanità della Regione Sicilia.
     

punto elenco

Competenza e giurisdizione -  Giurisdizione -  Provvedimenti di programmazione sanitaria -  Tetto di spesa per le strutture private convenzionate -Controversia - Giurisdizione del giudice amministrativo
 


Rientra nell'alveo della giurisdizione  del giudice amministrativo la controversia relativa alla determinazione da parte dell'Amministrazione sanitaria del tetto di spesa  per le prestazioni sanitarie erogabili da ciascuna struttura privata convenzionata ovvero alla suddivisione del predetto budget tra le strutture interessate, poichè ci si trova innanzi all'esercizio di una potestà di programmazione sanitaria, a fronte della quale la situazione della singola struttura convenzionata privata non può che essere di interesse legittimo (Nel caso di specie il tetto di spesa era stato predeterminato da un 'Azienda Sanitaria Locale).

(Simona De Paolis)
 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 31 marzo 2006, n. 5
    Pres. de Roberto
    Rel. Lodi

     

 

punto elenco

Cittadini extracomunitari - Lavoro dipendente irregolare - Legalizzazione - Art. 1, DL n. 195 del 2002 e art. 33, L. n. 189 del 2002 - Ambito applicativo - Individuazione 

 

 


In tema di cittadini extracomunitari, le norme di cui all'art. 1 del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 (convertito dalla legge 9 ottobre 2002, n. 222), nonché di cui all'art. 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, avendo la specifica finalità di consentire, in via eccezionale, la legalizzazione di situazioni di lavoro irregolare verificatesi nei tre mesi antecedenti alla data del 10 settembre 2002, ossia la regolarizzazione di un rapporto di lavoro dipendente già instaurato, può trovare corretta applicazione soltanto nei casi in cui l'attività lavorativa in parola, avendo avuto almeno la durata minima di un trimestre, fissata dalla norma di legge, risulti idonea ad offrire un sufficiente affidamento per la sussistenza di un solido impegno lavorativo, la sua effettiva prosecuzione e la possibile successiva stabilizzazione del rapporto, apparendo chiaramente estranea alle finalità delle norme in parola quella di assecondare iniziative concernenti situazioni le quali, per la scarsa durata e per la conseguente precarietà che le caratterizza, possano rappresentare la dissimulazione di un rapporto fittizio o sorto unicamente per la sola finalità della regolarizzazione del cittadino extracomunitario.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

punto elenco

Cittadini extracomunitari - Lavoro dipendente irregolare - Legalizzazione - Art. 1, DL n. 195 del 2002 e art. 33, L. n. 189 del 2002 - Ambito applicativo - Individuazione 
 


In tema di cittadini extracomunitari, le norme di cui all'art. 1 del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 (convertito dalla legge 9 ottobre 2002, n. 222), nonché di cui all'art. 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, avendo la specifica finalità di consentire, in via eccezionale, la legalizzazione di situazioni di lavoro irregolare verificatesi nei tre mesi antecedenti alla data del 10 settembre 2002, ossia la regolarizzazione di un rapporto di lavoro dipendente già instaurato, può trovare corretta applicazione soltanto nei casi in cui l'attività lavorativa in parola, avendo avuto almeno la durata minima di un trimestre, fissata dalla norma di legge, risulti idonea ad offrire un sufficiente affidamento per la sussistenza di un solido impegno lavorativo e la sua effettiva prosecuzione e la possibile successiva stabilizzazione del rapporto, apparendo chiaramente estranea alle finalità delle norme in parola quella di assecondare iniziative concernenti situazioni le quali, per la scarsa durata e per la conseguente precarietà che le caratterizza, possano rappresentare la dissimulazione di un rapporto fittizio o sorto unicamente per la sola finalità della regolarizzazione del cittadino extracomunitario.
 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 24 marzo 2006, n. 3
    Pres. de Roberto
    Rel. Volpe
    Ric. Azienda Consortile Servizi Etnei
    Res. Cultraro Carmelo

     

punto elenco

Pubblico impiego - Mansioni e funzioni - Mansioni superiori - Mansioni corrispondenti a qualifica immediatamente superiore a quella rivestita - Differenze retributive - Spettano in via generale - Dies a quo - 22 novembre 1998.


Il diritto del pubblico dipendente, che abbia svolto mansioni superiori, al trattamento economico relativo alla qualifica immediatamente superiore si deve riconoscere con carattere generale solo con decorrenza a far data dall'entrata in vigore dal decreto legislativo n. 387 del 1998, ovvero dal 22 novembre 1998.

 (Cfr. IL NUOVO PROCESSO AMMINISTRATIVO, CEDAM, 2006, Terza Edizione con il coordinamento di Maurizio De Paolis)


(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 9 febbraio 2006, n. 2
    Pres. de Roberto
    Rel. Farina
    Ric. Carroccio Biagio e Fratelli Mantelli snc
    Res. Comune di Bronte

Competenza e giurisdizione - Giurisdizione - Espropriazione per pubblica utilità - Decreto di esproprio o di occupazione di urgenza - Annullamento con sentenza del giudice amministrativo passata in giudicato - Azione successiva per il risarcimento del danno - Giurisdizione del giudice amministrativo

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia relativa alla domanda di  risarcimento del danno per illegittima occupazione di un'area, formulata successivamente all'annullamento del decreto di espropriazione o di occupazione di urgenza disposto con sentenza del giudice amministrativo passata in giudicato. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, 24 novembre 2005, Adunanza Plenaria n. 10
    Pres. De Roberto
    Rel. Lodi
    Ric. Santagati
    Res. Comune di Misterbianco

 

Competenza e giurisdizione - Elezioni comunali - Ricorso elettorale - In tema di ineleggibilità, decadenza ed incompatibilità - Giurisdizione A.G.O.


In tema di elezioni comunali, le controversie che vertono su diritti soggettivi perfetti, come l'ineleggibilità, la decadenza e l'incompatibilità rientrano nella giurisdizione dell'Autorità Giudiziaria Ordinaria (A.G.O).

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 4 ottobre 2005, n. 8
    Pres. De Roberto
    Rel.
    Lodi
    Ric.
    Olivia srl
    Res.
    CNT snc

 

Contratti della P.A. – Appalto – Cauzione provvisoria- Incameramento da parte della stazione appaltante – Possibilità – Finalità – Individuazione

 

 

La cauzione provvisoria, con la possibilità del suo incameramento da parte della stazione appaltante, può assolvere una duplice funzione: da un lato, una funzione indennitaria in caso di  mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell'aggiudicatario, dall’altro una funzione più strettamente sanzionatoria in caso di altri inadempimenti procedimentali del concorrente.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 4 ottobre 2005, n. 8
    Pres. De Roberto
    Rel.
    Lodi
    Ric.
    Olivia srl
    Res.
    CNT snc

 

 

Giudizio amministrativo –  Sentenza di primo grado del T.A.R.- Esecuzione – Acquiescenza della P.A. – Esclusione

 

Atteso il carattere immediatamente esecutivo delle sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali (art. 33,comma primo, della legge. 6 dicembre 1971 n. 1034), l’atto di doverosa esecuzione delle stesse non determina alcuna acquiescenza da parte dell’Amministrazione (cfr da ultimo, tra le altre decisioni, Consiglio Stato, sez. VI, 24 settembre 2004, n. 6249;. Consiglio Stato, sez. IV, 2 novembre 2004, n. 7068; Consiglio Stato, sez. V, 30 agosto 2004, n. 5648).

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 5 settembre 2005, n. 5
    Pres. De Roberto
    Rel. Millemaggi
    Ric. S.C. srl
    Res.Cremona fiere spa

Giudizio amministrativo - Esecuzione di giudicato - Soggetto destinatario - Ente pubblico economico privatizzato - Esecuzione di sentenza in tema di accesso ai documenti - Giudizio di ottemperanza - Applicabilità

 


Ai sensi dell'art. 23, L. 7 agosto 1990, n. 241, le disposizioni sulla trasparenza si applicano non solo nei confronti della P.A., ma anche ai soggetti privati che svolgono compiti di interesse pubblico (concessionari di pubblici servizi, società ad azionariato pubblico ecc.); inoltre, a seguito della novella introdotta dalla L. n. 15 del 2005, che ha esteso il diritto di accesso ai soggetti che svolgono attività di pubblico interesse, deve ritenersi che, qualora una società per azioni, costituita dopo la privatizzazione di un ente pubblico economico, venga chiamata a svolgere le stesse funzioni già attribuite all'ente pubblico economico, permanga nei suoi confronti l'obbligo pubblicistico di esibizione dei documenti. Pertanto, è ammissibile il ricorso di ottemperanza relativo all'esecuzione di una sentenza passata in giudicato relativa al diritto di accesso che abbia come destinatario un Ente pubblico economico privatizzato.


(Simona De Paolis)

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 29 aprile 2005, n. 2
    Pres. de Roberto
    Rel. Patroni Griffi
    Ric. Santi
    Res. ANAS ed altri

Espropriazione per pubblica utilità - Espropriazione illegittima - Restituzione dell'area al proprietario - Spetta - Intervenuta realizzazione dell'opera pubblica - Irrilevanza ai fini restitutori - Acquisizione dell'area ex art. 43, DPR 8 giugno 2001, n. 327 (Testo Unico sulle espropriazioni) - Impedisce la restituzione.


Nel caso di illegittima procedura espropriativa e di conseguente illegittima realizzazione di un'opera pubblica, l'unico rimedio riconosciuto dall'ordinamento per evitare la restituzione dell'area al proprietario è l'emanazione di un legittimo provvedimento di acquisizione ex art. 43, DPR 8 giugno 2001, n. 327 (Testo Unico sulle espropriazioni), in assenza del quale l'amministrazione espropriante non può addurre l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica quale causa di impossibilità oggettiva e quindi come impedimento alla restituzione.
(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Commentario al testo unico sull'espropriazione per pubblica utilità,2004, Maggioli Editore).

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenario 22 dicembre 2004, n. 13
    Pres. De Roberto
    Rel. Volpe
    Ric. Poli
    Res. Min. beni e attività culturali

 

 

Contratti della P.A. - Debiti della P.A. - Sorte capitale - Pagamento - Debito relativo agli accessori - Prescrzione - Interruzione - Esclusione

 

 


Il pagamento da parte della P.A. della sorte capitale non è atto interruttivo della prescrizione sul debito relativo agli accessori.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 22 dicembre 2004, n. 12
    Pres. De Roberto
    Rel. Luce
    Ric. Rippa
    res. Università di Napoli

Istruzione pubblica - Insegnante universitario - Ricercatore - Concorso, ex art. 1, c. 1, L. n. 4 del 1999 - Personale assunto con diverso procedimento di inquadramento - Esclusione - Legittimità


L'art. 1, c. 1, L. 14 gennaio 1999, n. 4 riserva la partecipazione al concorso per ricercatore universitario unicamente al personale assunto in ruolo a seguito del superamento di una procedura selettiva rivolta all'esterno dell'Università ed aperta a tutti coloro che fossero in possesso del previsto titolo di laurea. Pertanto, legittimamente viene escluso dalla predetta procedura concorsuale il personale dell'Università che sia stato assunto in ruolo sulla base di un diverso procedimento di inquadramento.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria 24 giugno 2004, n. 8
    Pres. De Roberto
    Rel. Romeo
    Ric. Saporito
    Res. Università degli Studi di Teramo

Giudizio amministrativo - Rinuncia - Effetti estintivi


Nel giudizio amministrativo, al fine di garantire la certezza delle posizioni processuali fra le parti, pur a seguito di intervenuta rinuncia ritualmente notificata e depositata presso la segreteria, la lite si deve ritenere pendente finchè sulla predetta rinuncia non vi sia stata la decisione del giudice, in quanto quest'ultimo può sempre ritenere la rinuncia improduttiva di effetti estintivi.

(Simona De Paolis )

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 24 marzo 2004, n. 7
    Pres. De Roberto
    Rel. Volpe
    Ric. ASL di Teramo
    Res. Core

Giudizio amministrativo - Appello - Contraddittorio - Integrazione - Esclusione.

L'integrazione del contraddittorio prevista per le parti controinteressate ex art. 21, c. 1, L. n. 1034/1971 si applica esclusivamente nel giudizio amministrativo di primo grado innanzi al TAR e non in quello di appello, per il quale nessuna disposizione normativa prevede la successiva integrazione del contraddittorio nei confronti dei controinteressati.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 23 marzo 2004, n. 6
    Pres. De Roberto
    Rel. Salvatore
    Ric. Salzano
    Res. Ente Regionale di sviluppo della Campania

Giudizio amministrativo - Appello - Perenzione ordinaria - Pronuncia con decreto monocratico - Ammissibilità.

Ai sensi dell'art. 9, c. 1, L.21 luglio 2000, n. 205, la perenzione ordinaria può essere pronunciata nel giudizio di appello con decreto monocratico del Presidente della Sezione giurisdizionale o di un consigliere delegato.
 

(Simona De Paolis)

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 14 gennaio 2004, n.1
    Pres. De Roberto
    Rel. Farina
    Ric. Min. Difesa
    Res. De Salvatore

Impiego pubblico - Procedimento disciplinare - Art. 9, c. 2, L. n.19/1990 - Termine di 270 giorni - Modalità di calcolo - Dies a quo - Notizia della condanna in sede penale.


La disposizione contenuta nell'art.9, c.2, L.7 febbraio 1990, n. 19, si deve interpretare nel senso che la P.A. procedente in sede di procedimento disciplinare deve concluderlo entro il termine perentorio di 270 giorni a decorrere da quando abbia avuto notizia della condanna pronunciata dall'AGO in sede penale. Il predetto termine risulta dalla sommatoria del termine di 180 giorni, previsto per l'avvio del procedimento disciplinare, e decorrente dalla data in cui si è avuta notizia della condanna penale, con quello di 90 giorni previsto dalla legislazione vigente per concludere il procedimento disciplinare a carico del pubblico dipendente.
 

(Simona De Paolis)

 


 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria 26 marzo 2003, n.4

    Pres. De Roberto
    Rel. Schinaia
    Ric. Bruno Luciano ed altri
    Res. Comune di Palermo ed altri

 

Giudizio amministrativo - Risarcimento danni - In sede di giurisdizione di legittimità ed esclusiva - Preventiva o contestuale impugnazione dell'atto lesivo - Necessità

Sia nelle ipotesi di giurisdizione esclusiva, sia in quelle di giurisdizione di legittimità, la pronuncia di annullamento è pregiudiziale rispetto a quella di risarcimento, considerando che la L. 21 luglio 2000, n.205 ha attribuito al giudice amministrativo la cognizione anche sul risarcimento del danno senza fare alcuna distinzione tra la giurisdizione esclusiva e la giurisdizione generale di legittimità.

 

(Tiziana Autieri)



Giudizio amministrativo - Risarcimento danni - Preventiva o contestuale impugnazione dell'atto lesivo - Necessità - Azione risarcitoria autonoma dall'azione di annullamento - Inammissibilità.


Nel processo amministrativo l'azione di risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi è ammissibile qualora il provvedimento illegittimo sia stato impugnato, preventivamente o contestualmente, nei termini di legge, in quanto il giudice può disapplicare soltanto gli atti regolamentari. Pertanto, è inammissibile l'azione risarcitoria svincolata da quella di annullamento.


(Tiziana Autieri)


 

 

 

  • Consiglio di Stato Adunanza Plenaria 27 febbraio 2003, n.3


    Pres. De Roberto
    Rel Farina
    Ric. Min. Giustizia
    Res. Pantaleoni

Giudizio amministrativo - Appello - In tema di concorso - Commissione giudicatrice - Nuova valutazione sostitutiva del provvedimento annullato dal TAR - Improcedibilità dell'appello - Condizioni - Fattispecie in tema di esame per avvocato.


Qualora la Commissione giudicatrice (nella specie per gli esami di avvocato) emetta una nuova valutazione in sostituzione di un provvedimento già annullato con sentenza del TAR, l'appello deve ritenersi improcedibile qualora la nuova determinazione della Commissione non risulti come una semplice esecuzione della sentenza di primo grado.

(Silvia Lanzaro)



 

  • Consiglio di Stato Adunanza Plenaria 14 febbraio 2003, n.2


    Pres. De Roberto
    Rel. Barbagallo
    Ric. Comune di Catania
    Res. Dusry srl

Giudizio amministrativo - Appello - Risarcimento del danno - Somme dovute a titolo risarcitorio - Interessi legali e rivalutazione monetaria - Collegamento con l'obbligo del risarcimento danni - Sussiste - Appello limitato agli interessi e alla rivalutazione - Inammissibilità. 

 

 

 

L'obbligo di pagare gli interessi legali e la rivalutazione monetaria su somme dovute a titolo di risarcimento danni è collegato funzionalmente alla dichiarazione del giudice dell'obbligo di risarcire; pertanto, deve ritenersi inammissibile l'appello avverso il capo di una sentenza TAR con la quale sia stato disposto il pagamento degli interessi legali e della rivalutazione monetaria, qualora non sia stata impugnata constestualmente anche la dichiarazione dell'obbligo di risarcire il soggetto danneggiato.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

Giudizio amministrativo - Appello - Risarcimento del danno - Determinazione - Maggior durata del giudizio - Per lo svolgimento di adempimenti istruttori - Imputabilità alla parte ricorrente - Esclusione - Fattispecie in tema di contratti di appalto.

 


Per determinare il il danno derivante dalla lesione di interessi legittimi, la maggior durata del giudizio dovuta alla necessità di svolgere adempimenti istruttori, non costituisce un motivo imputabile alla parte ricorrente. (Nella fattispecie,  la causa  trattava di un provvedimento che illegittimamente disponeva l'esclusione di un'impresa da una gara di appalto).

 

(Tiziana Autieri)

 

 

           

 

  • Consiglio di Stato Adunanza Plenaria 29 gennaio 2003, n.1

    Pres. De Roberto
    Rel. Pajno
    Ric. Comune di Aversa
    Res. Zecchina Costruzioni Spa

 

Giudizio amministrativo - Risarcimento danni - Annullamento degli atti di una gara di appalto - Conseguenze dell'annullamento sul contratto eventualmente stipulato tra la P.A. appaltante e l'originaria impresa aggiudicatrice - Accertamento preventivo - Necessità - Pregiudizialità dell'annullamento rispetto alla domanda risarcitoria - Configurabilità.


La pregiudizialità dell'annullamento rispetto alla domanda di risarcimento del danno (così detta pregiudizialità amministrativa) risulta necessaria ogni volta che si devono stabilire le conseguenze dell'annullamento degli atti di gara sul contratto di appalto stipulato tra la P.A. appaltante e l'impresa aggiudicataria. In tale ipotesi, la preventiva proposizione del ricorso giurisdizionale innanzi al giudice amministrativo, e la decisione su quest'ultimo, risulta necessaria in quanto si tratta di precisare quali siano le conseguenze dell'avvenuto annullamento degli atti a seguito del ricorso del partecipante non aggiudicatario, sul contratto di appalto stipulato nelle more tra la P.A. e l'aggiudicatario originario.

 

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria 20 dicembre 2002, n. 8
    Pres. De Roberto
    Rel. Maruotti
    Ric. Edil Garden Soc. Coop. r.l.
    Res. Salvia ed altri

 

Giudizio amministrativo - Risarcimento danni - Pregiudizio concreto - Assenza - Provvedimento illegittimo - Annullamenmto preventivo - Non necessita.

 

Non è rilevante per ottenere il risarcimento del danno dal giudice amministrativo il preventivo annullamento del provvedimento illegittimo, qualora nel caso concreto il soggetto privato non abbia sopportato alcun pregiudizio.

(Silvia Lanzaro)



 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 25 ottobre 2002, n. 7
    Pres. De Roberto
    Rel. Salvatore
    Ric. Univ. di Bologna
    Res. Agnoli ed altri

 

Impiego pubblico - Insegnante universitario - Trattamento economico - Indennità integrativa speciale - Maggiorazione del 40% - Non spetta.

 

Anche per gli insegnanti universitari non spetta la maggiorazione del 40% relativa all'indennità integrativa speciale (£ 1.081.000) in quanto conforme alla finalità perseguita dall'art.15, DPR 17 settembre 1987,n. 494 e dall'art. 1, DL 27 dicembre 1989,n. 413,convertito con la L. 28 febbraio 1990,n. 317,che riguarda proprio i docenti universitari.
Tali finalità sono intrinsecamente legate al meccanismo di funzionamento della indennità integrativa speciale,la quale a differenza della "scala mobile" vigente nell'impiego privato,non è commisurata allo stipendio,ma è costituita da una somma fissa (variabile in ragione dell'incremento del costo della vita) che si aggiunge alla retribuzione.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 


 

 

  • Cons. di Stato, Adunanza Plenaria, sent. 9 gennaio 2002, n. 1

 

Silenzio della P.A. – Ricorso giurisdizionale – Art. 21 bis Legge n. 1034/71 – Poteri del giudice – Individuazione.

Ai sensi dell’art. 21 bis della Legge 6 dicembre 1971, n. 1034, introdotto dall’art. 2 della Legge 21 luglio 2000, n. 205, la cognizione del giudice amministrativo, adito con il “ricorso avverso il silenzio” della P.A., è limitata all’accertamento della legittimità dell’inerzia dell’amministrazione, senza potersi estendere all’esame della fondatezza della pretesa sostanziale del privato. Il suddetto art. 21 bis, infatti, introducendo il rito speciale, disciplina un giudizio volto ad accertare se il “silenzio” violi l’obbligo dell’amministrazione di adottare un provvedimento esplicito sull’istanza del privato, senza che il giudice si sostituisca all’amministrazione: quest’ultimo accerta se il “silenzio” sia o non sia illegittimo e, nel caso di accoglimento del ricorso, impone all’amministrazione di provvedere sull’istanza entro il termine assegnato, con nomina di un commissario ad acta su semplice richiesta di parte. Tutto ciò in linea col principio generale che assegna la cura dell’interesse pubblico all’amministrazione e al giudice amministrativo il solo controllo sulla legittimità dell’esercizio della potestà.

(Gianluca De Nuzzo)

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 31 Luglio 2001, n. 7

            Pres. Laschena

            Rel. Trovato

            Ric. Pres. Cons. Ministri

            Res. Prov. Autonoma di Bolzano

 

Competenza – T.A.R. – Concorso per uditore giudiziario – Per la Provincia di Trento  - Competenza del T.A.R. Lazio con sede in Roma.

 

La controversia riguardante gli atti del concorso per uditore giudiziario riservato alla Provincia autonoma di Bolzano rientra nella competenza del T.A.R Lazio con sede in Roma.

Infatti, trova piena applicazione l’art. 17, L. n. 195/1958, come modificato dall’art. 4, L. n. 74/1990, ove è statuito che contro i provvedimenti riguardanti i magistrati ordinari, adottati in conformità delle deliberazioni del Consiglio Superiore della Magistratura è ammesso ricorso giurisdizionale in primo grado al T.A.R. Lazio con sede in Roma per motivi di legittimità. E’ fuori dubbio che tra i provvedimenti, cui fa riferimento il menzionato art. 17, rientrino quindi per un lato anche gli atti di nomina degli uditori giudiziari, che conferiscono lo status di magistrato e che rientrano quindi per dato letterale e logico nell’ambito dei provvedimenti riguardanti i magistrati ordinari.

(Cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 17 luglio 2000, n. 3935).

Di analogo contenuto l’Adunanza Plenaria 31 luglio 2001, n. 8.

(Maurizio De Paolis

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 26 luglio 2001, n. 6

            Pres. Laschena

            Rel. Lamberti

            Ric. Musci

            Res. Min.Difesa

 

Esecuzione del giudicato - Ricorso per ottemperanza – Oggetto - Statuizioni emesse in giudizi diversi - Ineseguibilità.

 

La funzione tipica ed essenziale del giudizio di ottemperanza è di adeguare la realtà giuridica e materiale ad un preciso giudicato(Cons. di  Stato, Ad. Pl. 4 dicembre 1998, n.8) e non già reintegrare l’interessato nei propri diritti che egli assuma lesi dall’inadempimento da parte dell’Amministrazione di obblighi che, sia pur astrattamente rinvenibili nell’ordinamento giuridico, non  siano strettamente riferibili alla sentenza che si tratti di  eseguire. Proprio perché finalizzato a conformare l’azione amministrativa al giudicato  l’art.27, n.4 , R.D. n. 1054 del 1924, non opera con riferimento a statuizioni che abbiano fonte diversa dal giudicato medesimo, anche se riferite allo stesso soggetto o alla stessa situazione giuridicamente rilevante. La peculiarità dell’azione esecutiva non consente che l’ordine da impartire all’Amministrazione possa discostarsi dagli obblighi derivanti da quello specifico giudicato e che la cognizione del giudice dell’esecuzione si estenda ad altri aspetti del rapporto, allorché derivanti da statuizioni emesse in giudizi diversi da quello che si tratta di eseguire.

[Vedi  Maurizio De Paolis, Il nuovo processo amministrativo, 2001, Padova, pagg. 209-223]

(Maurizio De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 2 luglio 2001, n. 5

             Pres.       Laschena

             Rel.         Borioni

 

 

Atto amministrativo - Atti detenuti da uffici periferici della Pubblica Amministrazione - Diritto d'accesso - Inapplicabilità - Condizioni.

 

Il diritto d'accesso riconosciuto dall'art. 7 L.241/90 è regolato da fonti normative (D.P.R. 352/92) e da norme autorganizzatorie delle singole amministrazioni che possono anche mancare.

In particolare il diritto d'accesso si può realizzare presso gli uffici diversi da quello competente a concludere il procedimento o a detenere stabilmente gli atti ad esso relativi (uffici periferici della pubblica amministrazione) o tramite il servizio postale, solo se è stata prevista tale modalità dell'autorità amministrativa.

(Gianluca De nuzzo)