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- Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 21 novembre 2008, n. 12
Pres. Salvatore
Rel. Cafini
Ric. Kpmg Advisory s.p.a.
Res. Enterprise Digital Architects s.p.a. e Regione Molise
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Appalto - Gara - Aggiudicazione illegittima - Caducazione del contratto - Risarcimento del danno in forma specifica - Giurisdizione del giudice amministrativo - Non sussiste - Risarcimento del danno per equivalente - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussiste
|
Non rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, l'indagine sulla caducazione del contratto d'appalto che precede il ripristino del ricorrente vittorioso nella posizione di parte contraente (art. 35, Dlgs n. 80 del 1998), per il risarcimento del danno con la reintegrazione in forma specifica. Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la pronuncia sul risarcimento del danno economico cagionato dall'aggiudicazione dichiarata illegittima, poichè la condanna al pagamento dell'equivalente monetario, nelle forme previste dall'art. 2056 c.c. per quanto attiene alle conseguenze patrimoniali dell'illecito aquiliano, ex art. 2043 c.c., è oggetto di giurisdizione piena, ai sensi dell'art. 7 della legge n. 1034 del 1971, così come sostituito dall'art. 35 del D.lgs. n. 80 del 1998 e dall'art. 7 della legge n. 205 del 2000.
(Simona De Paolis)
 |
Giudizio amministrativo - Risarcimento del danno in forma specifica - Domanda formulata nell'epigrafe del ricorso - Accoglimento da parte del giudice - Omessa rinnovazione della richiesta risarcitoria nelle conclusioni - Vizio di ultrapetizione - Esclusione
|
Non è affetta da nullità per vizio di ultrapetizione la sentenza che abbia accolto la richiesta di risarcimento del danno ingiusto formulata soltanto nell'epigrafe del ricorso giurisdizionale e non rinnovata nelle conclusioni dello stesso atto processuale qualora nelle conclusioni sia stato richiamato l'art. 35 D. Lgs. n. 80 del 1998, che prevede anche la reintegrazione in forma specifica quale tecnica del risarcimento del danno.
(Simona De Paolis)

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Consiglio di Stato,
Adunanza Plenaria,
30 luglio 2008, n. 9
Pres.
Salvatore
Rel. Lamberti
Ric. Kpmg Advisory
S.p.a.
Res.Engineering
Sanità Enti Locali S.p.a. ed altri
 |
Contratti della
P.A. – Aggiudicazione – Annullamento – Risarcimento del danno per
equivalente - Giurisdizione del giudice amministrativo - Reintegrazione
in forma specifica – Giurisdizione del giudice amministrativo – Non
sussiste |
Ai sensi dell’art. 244,
D. Lgs. n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici) rientrano nella
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le sole controversie inerenti
alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture,
con esclusione di qualsiasi domanda riguardante la fase dell’esecuzione dei
relativi contratti. Pertanto, alla richiesta di annullamento dell’aggiudicazione
può conseguire solo il risarcimento del danno per equivalente,
ma non anche la reintegrazione in forma specifica che,
incidendo necessariamente sul contratto e quindi sulla fase negoziale e sui
diritti soggettivi, esce dall’ambito della giurisdizione amministrativa.
(Simona De Paolis)
 |
Contratti della P.A. – Aggiudicazione – Annullamento – Giudizio di
ottemperanza - Reintegrazione in forma specifica – Ammissibilità
|
Nelle ipotesi
di annullamento dell’aggiudicazione di una gara di appalto, il giudice
amministrativo in sede di ottemperanza al giudicato, esercitando la propria
giurisdizione di merito, può procedere alla reintegrazione in forma
specifica dell'impresa che abbia ottenuto l'annullamento
dell’aggiudicazione e, dunque, disporre la sostituzione di quel soggetto
all’aggiudicatario.
(Simona De Paolis)

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Consiglio di Stato,
Adunanza Plenaria,
30 luglio 2008, n.
8
Pres.
Salvatore
Rel. Buonvino
Ric.
Comune di Revere e Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro
Res.
A.S.L. della Provincia di Cremona ed altri
 |
Competenza e
giurisdizione - Sanità pubblica - Controversie tra enti pubblici - Spese
sanitarie, di soccorso e di assistenza - Riparto - Giurisdizione
esclusiva del giudice amministrativo |
Ai sensi
dell’art. 29, comma primo, n. 5, R.D. n. 1054 del 1924, rientrano nella
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie fra
enti pubblici afferenti al riparto delle spese di spedalità, di soccorso
e di assistenza rese obbligatorie da disposizioni di legge o da
statuti, qualora si contenda in merito al prevalere del carattere sanitario o
assistenziale delle stesse, in quanto oggetto centrale della contesa è, in tal
caso, sempre e comunque l’individuazione del soggetto pubblico
eventualmente debitore di somme correlate a prestazioni sanitarie.
(Simona De Paolis)

-
Consiglio di Stato,
Adunanza Plenaria, 22 ottobre 2007, n. 12
Pres. Schinaia
Rel. Ruoppolo
Ric. Provincia di Mantova
Res. Gatti
 |
Competenza e
giurisdizione - Occupazione per pubblica utilità - Occupazione
acquisitiva - Risarcimento del danno - Controversie - Giurisdizione del
giudice amministrativo
|
Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia
risarcitoria nella quale il decreto di espropriazione sia stato emesso in
carenza di potere per previa scadenza della dichiarazione di pubblica utilità
dell'opera, con conseguente irreversibile trasformazione del bene (c.d.
occupazione acquisitiva - Conferma T.A.R. Brescia 19 dicembre 2005 n. 1342).
(Simona De Paolis)

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Atto amministrativo - Accesso ai documenti amministrativi -
Relazioni del direttore dei lavori e dell'organo di collaudo -
Esclusione
|
L'art. 10 D.P.R. n. 554/1999 non è stato implicitamente abrogato dalle modifiche
apportate all'art. 31 bis L. 109/1994 dalla L. 166/2002. Pertanto, le relazioni
del direttore dei lavori e del collaudatore sulle riserve avanzate
dall'esecutore di lavori pubblici sono rimaste sottratte all'accesso anche
durante la vigenza dell'art. 31-bis della legge n. 109/1994 nel testo risultante
dell'emendamento introdotto dall'art. 7, l. n. 166/2002. Del pari, è rimasto
confermato l'intento del legislatore di ricondurre tali relazioni ai casi di
divieto di divulgazione altrimenti previsti dall'ordinamento di cui all'art. 24,
co. 1, l. n. 241/1990.
(Simona De Paolis)

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Pubblico impiego - Dirigenti - Indennità di buonuscita - Base di
calcolo - Natura retributiva dell'emolumento - Non rileva - C.C.N.L.
1994/1997 - Indennità di posizione - Incomputabilità
|
Per stabilire se un determinato emolumento sia computabile nella indennità di
buonuscita dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, non si deve fare
riferimento alla natura dello stesso ma alla concreta disciplina impressa dalla
contrattazione collettiva; pertanto, ai fini della determinazione della base di
computo della indennità di buonuscita dei dirigenti della P.A. cessati dal
servizio durante la vigenza del contratto nazionale di lavoro relativo al
periodo 1994-1997, ancorché in vigenza dell'accordo integrativo relativo al
biennio 1996/1997, non può tenersi conto dello scaglione di indennità di
posizione maturato al momento del collocamento a riposo e, a maggior ragione,
degli scaglionamenti successivi.
(Simona De Paolis)

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Giudizio
amministrativo - Parti processuali - Associazioni di consumatori -
Qualità di litisconsorti necessari - Esclusione - Ratio
|
Per il carattere facoltativo e spontaneo delle iniziative promosse dalle
associazioni di consumatori, per il numero indeterminato e fluttuante delle
associazioni inserite nell'elenco ministeriale di cui all'art. 137 del D. Lgs.
206/2005 (Codice del Consumo), per le modalità con le quali le iniziative
stesse si devono svolgere, nonché per la circoscritta estensione delle azioni
esperibili ex art. 140 del Codice del Consumo, si deve escludere che le
associazioni di consumatori siano attualmente qualificabili come litisconsorti
necessari nel processo amministrativo.
(Simona De Paolis )

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Polizia di Stato -
Processo penale - Sentenza dichiarativa di estinzione dei reati per
prescrizione - Sentenza penale di patteggiamento - Assimilabilità -
Procedimento disciplinare - Adozione del provvedimento finale - Termine
ex art. 9, c. 2, L. n. 19 del 1990 - Inapplicabilità - DPR n. 737 del
1981 - Applicabilità
|
Qualora ad essere assoggettato ad un procedimento disciplinare sia un soggetto
appartenente alla Polizia di Stato con riguardo al quale sia intervenuta una
sentenza penale dichiarativa di estinzione dei reati ascrittigli per decorso
del termine di prescrizione, non trova applicazione il termine procedimentale
finale di cui all'art. 9, c. 2, L. n. 19 del 1990, essendo sufficiente che il
provvedimento finale sia adottato nel pieno rispetto della sequenza temporale
prevista dal DPR n. 737 del 1981.
(Simona De Paolis)

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Consiglio di Stato,
Adunanza Plenaria, 27 giugno 2006, n. 9
Pres. De Roberto
Rel. Carboni
Ric. Principato
Res. Regione Sicilia.
Ricorso straordinario - Al Presidente della Regione Sicilia - Decreto decisorio
del Presidente della Regione Sicilia - Impugnazione in sede giurisdizionale - Da
parte del controinteressato cui non sia stato notificato il ricorso
straordinario - Ammissibilità
E� ammissibile l'impugnazione in sede giurisdizionale del decreto del Presidente
della Regione Sicilia decisorio del ricorso straordinario al Presidente della
Regione Sicilia, da parte del controinteressato a cui non sia stato
originariamente notificato il ricorso amministrativo.
(Simona De Paolis)

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Competenza e
giurisdizione - Giurisdizione - Provvedimenti di programmazione
sanitaria - Tetto di spesa per le strutture private convenzionate
-Controversia - Giurisdizione del giudice amministrativo
|
Rientra nell'alveo della giurisdizione del giudice amministrativo la
controversia relativa alla determinazione da parte dell'Amministrazione
sanitaria del tetto di spesa per le prestazioni sanitarie erogabili da ciascuna
struttura privata convenzionata ovvero alla suddivisione del predetto budget tra
le strutture interessate, poichè ci si trova innanzi all'esercizio di una
potestà di programmazione sanitaria, a fronte della quale la situazione della
singola struttura convenzionata privata non può che essere di interesse
legittimo (Nel caso di specie il tetto di spesa era stato predeterminato da un
'Azienda Sanitaria Locale).
(Simona De Paolis)

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Cittadini
extracomunitari - Lavoro dipendente irregolare - Legalizzazione - Art.
1, DL n. 195 del 2002 e art. 33, L. n. 189 del 2002 - Ambito applicativo
- Individuazione
|
In tema di cittadini extracomunitari, le norme di cui all'art. 1 del
decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 (convertito dalla legge 9 ottobre 2002,
n. 222), nonché di cui all'art. 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, avendo la
specifica finalità di consentire, in via eccezionale, la legalizzazione di
situazioni di lavoro irregolare verificatesi nei tre mesi antecedenti alla data
del 10 settembre 2002, ossia la regolarizzazione di un rapporto di lavoro
dipendente già instaurato, può trovare corretta applicazione soltanto nei casi
in cui l'attività lavorativa in parola, avendo avuto almeno la durata minima di
un trimestre, fissata dalla norma di legge, risulti idonea ad offrire un
sufficiente affidamento per la sussistenza di un solido impegno lavorativo, la
sua effettiva prosecuzione e la possibile successiva stabilizzazione del
rapporto, apparendo chiaramente estranea alle finalità delle norme in parola
quella di assecondare iniziative concernenti situazioni le quali, per la scarsa
durata e per la conseguente precarietà che le caratterizza, possano
rappresentare la dissimulazione di un rapporto fittizio o sorto unicamente per
la sola finalità della regolarizzazione del cittadino extracomunitario.
(Simona De Paolis)

 |
Cittadini extracomunitari - Lavoro dipendente irregolare -
Legalizzazione - Art. 1, DL n. 195 del 2002 e art. 33, L. n. 189 del
2002 - Ambito applicativo - Individuazione
|
In tema di cittadini extracomunitari, le norme di cui all'art. 1 del
decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 (convertito dalla legge 9 ottobre 2002,
n. 222), nonché di cui all'art. 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, avendo la
specifica finalità di consentire, in via eccezionale, la legalizzazione di
situazioni di lavoro irregolare verificatesi nei tre mesi antecedenti alla data
del 10 settembre 2002, ossia la regolarizzazione di un rapporto di lavoro
dipendente già instaurato, può trovare corretta applicazione soltanto nei casi
in cui l'attività lavorativa in parola, avendo avuto almeno la durata minima di
un trimestre, fissata dalla norma di legge, risulti idonea ad offrire un
sufficiente affidamento per la sussistenza di un solido impegno lavorativo e la
sua effettiva prosecuzione e la possibile successiva stabilizzazione del
rapporto, apparendo chiaramente estranea alle finalità delle norme in parola
quella di assecondare iniziative concernenti situazioni le quali, per la scarsa
durata e per la conseguente precarietà che le caratterizza, possano
rappresentare la dissimulazione di un rapporto fittizio o sorto unicamente per
la sola finalità della regolarizzazione del cittadino extracomunitario.
(Simona De Paolis)

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Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 24 marzo
2006, n. 3
Pres. de Roberto
Rel. Volpe
Ric. Azienda Consortile Servizi Etnei
Res. Cultraro Carmelo
 |
Pubblico impiego - Mansioni e funzioni -
Mansioni superiori - Mansioni corrispondenti a qualifica immediatamente
superiore a quella rivestita - Differenze retributive - Spettano in via
generale - Dies a quo - 22 novembre 1998. |
Il diritto del pubblico dipendente, che abbia svolto mansioni superiori, al
trattamento economico relativo alla qualifica immediatamente superiore si deve
riconoscere con carattere generale solo con decorrenza a far data dall'entrata
in vigore dal decreto legislativo n. 387 del 1998, ovvero dal 22 novembre 1998.
(Cfr. IL NUOVO PROCESSO
AMMINISTRATIVO, CEDAM, 2006, Terza Edizione con il coordinamento di Maurizio De
Paolis)
(Simona De Paolis)

-
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 9 febbraio
2006, n. 2
Pres. de Roberto
Rel. Farina
Ric. Carroccio Biagio e Fratelli Mantelli snc
Res. Comune di Bronte
 |
Competenza e giurisdizione -
Giurisdizione - Espropriazione per pubblica utilità - Decreto di esproprio o di
occupazione di urgenza - Annullamento con sentenza del giudice amministrativo
passata in giudicato - Azione successiva per il risarcimento del danno -
Giurisdizione del giudice amministrativo
|
Rientra nella giurisdizione del giudice
amministrativo la controversia relativa alla domanda di risarcimento del
danno per illegittima occupazione di un'area, formulata successivamente
all'annullamento del decreto di espropriazione o di occupazione di urgenza
disposto con sentenza del giudice amministrativo passata in giudicato.
(Simona De Paolis)

 |
Competenza
e giurisdizione - Elezioni comunali - Ricorso elettorale - In tema di
ineleggibilità, decadenza ed incompatibilità - Giurisdizione A.G.O.
|
In tema di elezioni comunali, le controversie che vertono su diritti soggettivi
perfetti, come l'ineleggibilità, la decadenza e l'incompatibilità rientrano
nella giurisdizione dell'Autorità Giudiziaria Ordinaria (A.G.O).
(Simona
De Paolis)

-
Consiglio
di Stato, Adunanza Plenaria,
4 ottobre 2005, n. 8
Pres. De Roberto
Rel.
Lodi
Ric.
Olivia srl
Res.CNT snc
 |
Contratti
della P.A. – Appalto – Cauzione provvisoria- Incameramento da parte della
stazione appaltante – Possibilità – Finalità – Individuazione
|
La cauzione provvisoria, con la possibilità del suo
incameramento da parte della stazione appaltante, può assolvere una duplice
funzione: da un lato, una funzione indennitaria in caso di mancata sottoscrizione del
contratto per fatto dell'aggiudicatario, dall’altro una funzione più
strettamente sanzionatoria in caso di altri inadempimenti procedimentali del
concorrente.
(Simona
De Paolis)

-
Consiglio
di Stato, Adunanza Plenaria,
4 ottobre 2005, n. 8
Pres. De Roberto
Rel.
Lodi
Ric.
Olivia srl
Res.CNT snc
 |
Giudizio amministrativo –
Sentenza di primo grado del T.A.R.- Esecuzione – Acquiescenza della
P.A. – Esclusione
|
Atteso il carattere immediatamente
esecutivo delle sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali (art. 33,comma
primo, della legge. 6 dicembre 1971 n. 1034),
l’atto di doverosa esecuzione delle stesse non determina alcuna acquiescenza
da parte dell’Amministrazione (cfr da
ultimo, tra le altre decisioni, Consiglio
Stato, sez. VI, 24 settembre 2004, n. 6249;. Consiglio
Stato, sez. IV, 2 novembre 2004, n. 7068; Consiglio
Stato, sez. V, 30 agosto 2004, n. 5648).
(Simona
De Paolis)

-
Consiglio
di Stato, Adunanza Plenaria, 5 settembre 2005, n. 5
Pres. De Roberto
Rel. Millemaggi
Ric. S.C. srl
Res.Cremona fiere spa
 |
Giudizio
amministrativo - Esecuzione di giudicato - Soggetto destinatario - Ente pubblico
economico privatizzato - Esecuzione di sentenza in tema di accesso ai documenti
- Giudizio di ottemperanza - Applicabilità |
Ai sensi dell'art. 23, L. 7 agosto 1990, n. 241, le disposizioni sulla
trasparenza si applicano non solo nei confronti della P.A., ma anche ai soggetti
privati che svolgono compiti di interesse pubblico (concessionari di pubblici
servizi, società ad azionariato pubblico ecc.); inoltre, a seguito della
novella introdotta dalla L. n. 15 del 2005, che ha esteso il diritto di accesso
ai soggetti che svolgono attività di pubblico interesse, deve ritenersi che,
qualora una società per azioni, costituita dopo la privatizzazione di un ente
pubblico economico, venga chiamata a svolgere le stesse funzioni già attribuite
all'ente pubblico economico, permanga nei suoi confronti l'obbligo pubblicistico
di esibizione dei documenti. Pertanto, è ammissibile il ricorso di ottemperanza
relativo all'esecuzione di una sentenza passata in giudicato relativa al diritto
di accesso che abbia come destinatario un Ente pubblico economico privatizzato.
(Simona De Paolis)
-
Consiglio di Stato,
Adunanza Plenaria, 29 aprile 2005, n. 2
Pres. de Roberto
Rel. Patroni Griffi
Ric. Santi
Res. ANAS ed altri
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Espropriazione per pubblica
utilità - Espropriazione illegittima - Restituzione dell'area al proprietario -
Spetta - Intervenuta realizzazione dell'opera pubblica - Irrilevanza ai fini
restitutori - Acquisizione dell'area ex art. 43, DPR 8 giugno 2001, n. 327
(Testo Unico sulle espropriazioni) - Impedisce la restituzione.
|
Nel caso di illegittima procedura espropriativa e di conseguente illegittima
realizzazione di un'opera pubblica, l'unico rimedio riconosciuto
dall'ordinamento per evitare la restituzione dell'area al proprietario è
l'emanazione di un legittimo provvedimento di acquisizione ex art. 43, DPR 8
giugno 2001, n. 327 (Testo Unico sulle espropriazioni), in assenza del quale
l'amministrazione espropriante non può addurre l'intervenuta realizzazione
dell'opera pubblica quale causa di impossibilità oggettiva e quindi come
impedimento alla restituzione.
(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Commentario al testo unico sull'espropriazione per
pubblica utilità,2004, Maggioli Editore).
(Simona De Paolis)
 |
Contratti
della P.A. - Debiti della P.A. - Sorte capitale - Pagamento - Debito relativo
agli accessori - Prescrzione - Interruzione - Esclusione
|
Il pagamento da parte della P.A. della sorte capitale non è atto interruttivo
della prescrizione sul debito relativo agli accessori.
(Simona
De Paolis)
-
Consiglio di Stato,
Adunanza Plenaria, 22 dicembre 2004, n. 12
Pres. De Roberto
Rel. Luce
Ric. Rippa
res. Università di Napoli
 |
Istruzione
pubblica - Insegnante universitario - Ricercatore - Concorso, ex art. 1, c. 1,
L. n. 4 del 1999 - Personale assunto con diverso procedimento di inquadramento -
Esclusione - Legittimità
|
L'art. 1, c. 1, L. 14 gennaio 1999, n. 4 riserva la partecipazione al concorso
per ricercatore universitario unicamente al personale assunto in ruolo a seguito
del superamento di una procedura selettiva rivolta all'esterno dell'Università
ed aperta a tutti coloro che fossero in possesso del previsto titolo di laurea.
Pertanto, legittimamente viene escluso dalla predetta procedura concorsuale il
personale dell'Università che sia stato assunto in ruolo sulla base di un
diverso procedimento di inquadramento.
(Simona De Paolis)
 |
Giudizio
amministrativo - Rinuncia - Effetti estintivi
|
Nel giudizio amministrativo, al fine di garantire la certezza delle posizioni
processuali fra le parti, pur a seguito di intervenuta rinuncia ritualmente
notificata e depositata presso la segreteria, la lite si deve ritenere pendente
finchè sulla predetta rinuncia non vi sia stata la decisione del giudice, in
quanto quest'ultimo può sempre ritenere la rinuncia improduttiva di effetti
estintivi.
(Simona De Paolis )
-
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 24 marzo 2004,
n. 7
Pres. De Roberto
Rel. Volpe
Ric. ASL di Teramo
Res. Core
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Giudizio
amministrativo - Appello - Contraddittorio - Integrazione - Esclusione.
|
L'integrazione
del contraddittorio prevista per le parti controinteressate ex art. 21, c. 1, L.
n. 1034/1971 si applica esclusivamente nel giudizio amministrativo di primo
grado innanzi al TAR e non in quello di appello, per il quale nessuna
disposizione normativa prevede la successiva integrazione del contraddittorio
nei confronti dei controinteressati.
(Simona
De Paolis)

-
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 23 marzo
2004, n. 6
Pres. De Roberto
Rel. Salvatore
Ric. Salzano
Res. Ente Regionale di sviluppo della Campania
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Giudizio
amministrativo - Appello - Perenzione ordinaria - Pronuncia con decreto
monocratico - Ammissibilità.
|
Ai
sensi dell'art. 9, c. 1, L.21 luglio 2000, n. 205, la perenzione ordinaria può
essere pronunciata nel giudizio di appello con decreto monocratico del
Presidente della Sezione giurisdizionale o di un consigliere delegato.
(Simona
De Paolis)
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Consiglio
di Stato, Adunanza Plenaria, 14 gennaio 2004, n.1
Pres. De Roberto
Rel. Farina
Ric. Min. Difesa
Res. De Salvatore
 |
Impiego
pubblico - Procedimento disciplinare - Art. 9, c. 2, L. n.19/1990 - Termine di
270 giorni - Modalità di calcolo - Dies a quo - Notizia della condanna in sede
penale.
|
La disposizione contenuta nell'art.9, c.2, L.7 febbraio 1990, n. 19, si deve
interpretare nel senso che la P.A. procedente in sede di procedimento
disciplinare deve concluderlo entro il termine perentorio di 270 giorni a
decorrere da quando abbia avuto notizia della condanna pronunciata dall'AGO in
sede penale. Il predetto termine risulta dalla sommatoria del termine di 180
giorni, previsto per l'avvio del procedimento disciplinare, e decorrente dalla
data in cui si è avuta notizia della condanna penale, con quello di 90 giorni
previsto dalla legislazione vigente per concludere il procedimento disciplinare
a carico del pubblico dipendente.
(Simona De Paolis)
 |
Giudizio amministrativo - Risarcimento danni - In
sede di giurisdizione di legittimità ed esclusiva - Preventiva o contestuale
impugnazione dell'atto lesivo - Necessità
|
Sia nelle ipotesi di giurisdizione esclusiva, sia in
quelle di giurisdizione di legittimità, la pronuncia di annullamento è
pregiudiziale rispetto a quella di risarcimento, considerando che la L. 21
luglio 2000, n.205 ha attribuito al giudice amministrativo la cognizione anche
sul risarcimento del danno senza fare alcuna distinzione tra la giurisdizione
esclusiva e la giurisdizione generale di legittimità.
(Tiziana Autieri)
 |
Giudizio amministrativo - Risarcimento danni -
Preventiva o contestuale impugnazione dell'atto lesivo - Necessità - Azione
risarcitoria autonoma dall'azione di annullamento - Inammissibilità.
|
Nel processo amministrativo l'azione di risarcimento
del danno per lesione di interessi legittimi è ammissibile qualora il
provvedimento illegittimo sia stato impugnato, preventivamente o
contestualmente, nei termini di legge, in quanto il giudice può disapplicare
soltanto gli atti regolamentari. Pertanto, è inammissibile l'azione
risarcitoria svincolata da quella di annullamento.
(Tiziana Autieri)

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Consiglio
di Stato Adunanza Plenaria 27
febbraio 2003, n.3
Pres. De Roberto
Rel Farina
Ric. Min. Giustizia
Res. Pantaleoni
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Giudizio
amministrativo - Appello - In tema di concorso - Commissione giudicatrice -
Nuova valutazione sostitutiva del provvedimento annullato dal TAR -
Improcedibilità dell'appello - Condizioni - Fattispecie in tema di esame per
avvocato.
|
Qualora la Commissione giudicatrice (nella specie per gli esami di avvocato)
emetta una nuova valutazione in sostituzione di un provvedimento già annullato
con sentenza del TAR, l'appello deve ritenersi improcedibile qualora la nuova
determinazione della Commissione non risulti come una semplice esecuzione della
sentenza di primo grado.
(Silvia
Lanzaro)

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Consiglio
di Stato Adunanza Plenaria 14 febbraio 2003, n.2
Pres. De Roberto
Rel. Barbagallo
Ric. Comune di Catania
Res. Dusry srl
 |
Giudizio
amministrativo - Appello - Risarcimento del danno - Somme dovute a titolo risarcitorio - Interessi
legali e rivalutazione monetaria - Collegamento con l'obbligo del risarcimento
danni - Sussiste - Appello limitato agli interessi e alla rivalutazione -
Inammissibilità. |
L'obbligo
di pagare gli interessi legali e la rivalutazione monetaria su somme dovute a
titolo di risarcimento danni è collegato funzionalmente alla dichiarazione del giudice dell'obbligo di
risarcire; pertanto, deve ritenersi inammissibile
l'appello avverso il capo di una sentenza TAR con la quale sia stato disposto il
pagamento degli interessi legali e della rivalutazione monetaria, qualora non
sia stata impugnata constestualmente anche la dichiarazione dell'obbligo di
risarcire il soggetto danneggiato.
(Tiziana
Autieri)
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Giudizio
amministrativo - Appello - Risarcimento del danno - Determinazione - Maggior
durata del giudizio - Per lo svolgimento di adempimenti istruttori - Imputabilità
alla parte ricorrente - Esclusione - Fattispecie in tema di contratti di
appalto.
|
Per determinare il il danno derivante dalla lesione di interessi legittimi, la
maggior durata del giudizio dovuta alla necessità di svolgere adempimenti
istruttori, non costituisce un motivo imputabile alla parte ricorrente. (Nella
fattispecie, la causa trattava di un provvedimento che
illegittimamente disponeva l'esclusione di un'impresa da una gara di appalto).
(Tiziana
Autieri)

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Giudizio
amministrativo - Risarcimento danni - Annullamento degli atti di una gara
di appalto - Conseguenze dell'annullamento sul contratto eventualmente
stipulato tra la P.A. appaltante e l'originaria impresa aggiudicatrice -
Accertamento preventivo - Necessità - Pregiudizialità dell'annullamento
rispetto alla domanda risarcitoria - Configurabilità.
|
La pregiudizialità dell'annullamento rispetto alla domanda di risarcimento del
danno (così detta pregiudizialità amministrativa) risulta necessaria ogni
volta che si devono stabilire le conseguenze dell'annullamento degli atti di
gara sul contratto di appalto stipulato tra la P.A. appaltante e l'impresa
aggiudicataria. In tale ipotesi, la preventiva proposizione del ricorso
giurisdizionale innanzi al giudice amministrativo, e la decisione su
quest'ultimo, risulta necessaria in quanto si tratta di precisare quali siano le
conseguenze dell'avvenuto annullamento degli atti a seguito del ricorso del
partecipante non aggiudicatario, sul contratto di appalto stipulato nelle more
tra la P.A. e l'aggiudicatario originario.
(Tiziana
Autieri)

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Giudizio amministrativo -
Risarcimento danni - Pregiudizio concreto - Assenza - Provvedimento
illegittimo - Annullamenmto preventivo - Non necessita. |
Non è rilevante per ottenere il
risarcimento del danno dal giudice amministrativo il preventivo annullamento del
provvedimento illegittimo, qualora nel caso concreto il soggetto privato non
abbia sopportato alcun pregiudizio.
(Silvia Lanzaro)

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Consiglio
di Stato, Adunanza Plenaria, 25 ottobre 2002, n. 7
Pres. De Roberto
Rel. Salvatore
Ric. Univ. di Bologna
Res. Agnoli ed altri
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Impiego
pubblico - Insegnante universitario - Trattamento economico - Indennità
integrativa speciale - Maggiorazione del 40% - Non spetta. |
Anche
per gli insegnanti universitari non spetta la maggiorazione del 40% relativa
all'indennità integrativa speciale (£ 1.081.000) in quanto conforme alla
finalità perseguita dall'art.15, DPR 17 settembre 1987,n. 494 e dall'art. 1, DL
27 dicembre 1989,n. 413,convertito con la L. 28 febbraio 1990,n. 317,che
riguarda proprio i docenti universitari.
Tali finalità sono intrinsecamente legate al meccanismo di funzionamento della
indennità integrativa speciale,la quale a differenza della "scala
mobile" vigente nell'impiego privato,non è commisurata allo stipendio,ma
è costituita da una somma fissa (variabile in ragione dell'incremento del costo
della vita) che si aggiunge alla retribuzione.
(Tiziana
Autieri)

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Silenzio della P.A. – Ricorso giurisdizionale
– Art. 21 bis Legge n. 1034/71 – Poteri del giudice –
Individuazione. |
Ai sensi dell’art. 21 bis della Legge 6 dicembre 1971, n.
1034, introdotto dall’art. 2 della Legge 21 luglio 2000, n. 205, la cognizione
del giudice amministrativo, adito con il “ricorso avverso il silenzio” della
P.A., è limitata all’accertamento della legittimità dell’inerzia
dell’amministrazione, senza potersi estendere all’esame della fondatezza
della pretesa sostanziale del privato. Il suddetto art. 21 bis, infatti,
introducendo il rito speciale, disciplina un giudizio volto ad accertare se il
“silenzio” violi l’obbligo dell’amministrazione di adottare un
provvedimento esplicito sull’istanza del privato, senza che il giudice si
sostituisca all’amministrazione: quest’ultimo accerta se il “silenzio”
sia o non sia illegittimo e, nel caso di accoglimento del ricorso, impone
all’amministrazione di provvedere sull’istanza entro il termine assegnato,
con nomina di un commissario ad acta su semplice richiesta di parte. Tutto ciò
in linea col principio generale che assegna la cura dell’interesse pubblico
all’amministrazione e al giudice amministrativo il solo controllo sulla
legittimità dell’esercizio della potestà.
(Gianluca De Nuzzo)

Pres. Laschena
Rel. Trovato
Ric. Pres. Cons. Ministri
Res. Prov. Autonoma di Bolzano
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Competenza
– T.A.R. – Concorso per uditore giudiziario – Per la Provincia di
Trento - Competenza del T.A.R. Lazio con sede in Roma. |
La
controversia riguardante gli atti del concorso per uditore giudiziario riservato
alla Provincia autonoma di Bolzano rientra nella competenza del T.A.R Lazio con
sede in Roma.
Infatti,
trova piena applicazione l’art. 17, L. n. 195/1958, come modificato
dall’art. 4, L. n. 74/1990, ove è statuito che contro i provvedimenti
riguardanti i magistrati ordinari, adottati in conformità delle deliberazioni
del Consiglio Superiore della Magistratura è ammesso ricorso giurisdizionale in
primo grado al T.A.R. Lazio con sede in Roma per motivi di legittimità. E’
fuori dubbio che tra i provvedimenti, cui fa riferimento il menzionato art. 17,
rientrino quindi per un lato anche gli atti di nomina degli uditori giudiziari,
che conferiscono lo status di magistrato e che rientrano quindi per dato
letterale e logico nell’ambito dei provvedimenti riguardanti i magistrati
ordinari.
(Cfr.
Cons. Stato, Sez. IV, 17 luglio 2000, n. 3935).
Di
analogo contenuto l’Adunanza Plenaria 31 luglio 2001, n. 8.
(Maurizio
De Paolis)

Pres. Laschena
Rel. Lamberti
Ric. Musci
Res. Min.Difesa
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Esecuzione
del giudicato - Ricorso per ottemperanza – Oggetto - Statuizioni emesse
in giudizi diversi - Ineseguibilità.
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La
funzione tipica ed essenziale del giudizio di ottemperanza è di adeguare la
realtà giuridica e materiale ad un preciso giudicato(Cons. di
Stato, Ad. Pl. 4 dicembre 1998, n.8) e non già reintegrare
l’interessato nei propri diritti che egli assuma lesi dall’inadempimento da
parte dell’Amministrazione di obblighi che, sia pur astrattamente rinvenibili
nell’ordinamento giuridico, non siano
strettamente riferibili alla sentenza che si tratti di
eseguire. Proprio perché finalizzato a conformare l’azione
amministrativa al giudicato l’art.27,
n.4 , R.D. n. 1054 del 1924, non opera con riferimento a statuizioni che abbiano
fonte diversa dal giudicato medesimo, anche se riferite allo stesso soggetto o
alla stessa situazione giuridicamente rilevante. La peculiarità dell’azione
esecutiva non consente che l’ordine da impartire all’Amministrazione possa
discostarsi dagli obblighi derivanti da quello specifico giudicato e che la
cognizione del giudice dell’esecuzione si estenda ad altri aspetti del
rapporto, allorché derivanti da statuizioni emesse in giudizi diversi da quello
che si tratta di eseguire.
[Vedi
Maurizio De
Paolis, Il nuovo processo
amministrativo, 2001, Padova, pagg. 209-223]
(Maurizio
De Paolis)

Pres.
Laschena
Rel.
Borioni
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Atto
amministrativo - Atti detenuti
da uffici periferici della Pubblica Amministrazione - Diritto d'accesso -
Inapplicabilità - Condizioni.
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Il
diritto d'accesso riconosciuto dall'art. 7 L.241/90 è regolato da fonti
normative (D.P.R. 352/92) e da norme autorganizzatorie delle singole
amministrazioni che possono anche mancare.
In
particolare il diritto d'accesso si può realizzare presso gli uffici diversi da
quello competente a concludere il procedimento o a detenere stabilmente gli atti
ad esso relativi (uffici periferici della pubblica amministrazione) o tramite il
servizio postale, solo se è stata prevista tale modalità dell'autorità
amministrativa.
(Gianluca
De nuzzo)
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