www.arsg.it - Costantemente aggiornata la Sezione NOVITA' GIURISPRUDENZIALI: sono in linea recenti pronunce in tema di APPALTI,  COMPETENZA  E GIURISDIZIONE, OPERE PUBBLICHE, RICORSO GIURISDIZIONALE. - SCRIVETECI!

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Lazio, Sez. I Quater, 18 luglio 2008, n. 6959
    Pres. Guerrieri
    Rel. Mangia
    Ric. Savo M. e Cavallaro C. 
    Res. Comune di Roma 
     

 

 

 

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Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Abusi- Ordinanza di demolizione - Motivazione - Presupposti di fatto - Sufficienza

 

 

 

In materia edilizia, l’obbligo di motivazione delle ordinanze di demolizione deve essere rispettato in maniera essenziale e senza inutili formalismi; pertanto, tale obbligo contemplato dall'art.3, L. n. 241 del 1990 viene assolto con l’indicazione dei meri presupposti di fatto (come la constatazione dell’esecuzione di opere edilizie in difformità del permesso di costruire o in assenza del medesimo titolo abilitativo), che poi determinano l’applicazione delle misure sanzionatorie previste dalla normativa vigente. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

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Edilizia ed urbanistica – Permesso di costruire – Rilascio – Costruzione – Nozione

 

 

In tema di edilizia, la nozione di costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, si configura soltanto in presenza opere che determinano una perdurante modifica dello stato dei luoghi, a prescindere dai materiali utilizzati ovvero quando le opere che si intendano costruire non  siano amovibili.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

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Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Abusi – Ordinanza di demolizione - Dirigente del Comune - E' competente

  

In materia di edilizia, l’ordinanza di demolizione di manufatti edilizi abusivi rientra nella competenza del dirigente comunale ovvero, in quei Comuni sprovvisti di tali qualifiche, nella competenza dei responsabili degli uffici e dei servizi, trattandosi di manifestazione propria della potestà gestionale dei dirigenti degli Enti Locali.

(Simona De Paolis )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Lazio, Roma, Sez. I quater, 13 giugno 2008, n. 5802
    Pres. Luttazi
    Rel. Francavilla
    Ric. Mottola V. e Merolli P. 
    Res. Comune di Montecompatri 
     

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Edilizia e urbanistica – Opere edilizie abusive – Demolizioni - Istanza di esecuzione – Proprietari del bene confinante – Interesse - Sussiste – Silenzio opposto dal Comune - Illegittimità

 

 

E’ illegittimo il silenzio mantenuto dal Comune nei confronti dei comproprietari del bene confinante con quello su cui sia stata realizzata un’opera edilizia abusiva, in ordine all’istanza di esecuzione dell’ordinanza  avente ad oggetto la demolizione delle stesse opere abusive. Infatti, sussiste l’obbligo del Comune di pronunciarsi, quale conseguenza della peculiare legittimazione dei ricorrenti, connessa alla loro qualità di proprietari del bene confinante ed interessati alla demolizione delle opere abusive.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Lazio, Roma, Sez. I quater, 23 novembre 2007, n. 11679
    Pres. Guerrieri
    Rel. Mangia
    Ric. M.H. Jahangir e K.H. Akter
    Res. Comune di Roma 
     


 

 

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Edilizia ed urbanistica - Permesso di costruire - Costruzione edilizia - Nozione
 

 


Ai fini del rilascio del permesso di costruire, la nozione di costruzione si riferisce ad opere che realizzino una trasformazione del territorio con perdurante modifica dello stato dei luoghi, a prescindere dalla amovibilità o meno delle opere.


(Simona De Paolis )

 

 

 

 

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Edilizia ed urbanistica - Abusi edilizi - Ordine di demolizione - Soggetti destinatari
 


In tema di abusi edilizi, l'ordine di demolizione può essere legittimamente impartito dal Comune nei confronti dei proprietari attuali, anche se non risultino responsabili dell'abuso, considerato che la demolizione di una costruzione abusiva avendo carattere ripristinatorio non contempla  l'accertamento del dolo o della colpa del soggetto cui si imputi la trasgressione.


(Simona De Paolis )

 

 

 

 

 

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Edilizia ed urbanistica - Abusi edilizi - Ordine di demolizione - Motivazione - Riferimento alla carenza del titolo abilitativo - Sufficienza

 

 


In tema di abusi edilizi, il provvedimento che ordini la demolizione di opere edilizie abusive è sufficientemente motivato se faccia riferimento all'esecuzione delle opere edilizie in carenza del titolo abilitativo richiesto dalla legge vigente.


(Simona De Paolis )
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, sez. V,  5 novembre 2007, ord.  n. 5179
    Pres. Trotta
    Rel. Barra Caracciolo
    Ric. Ministero Beni Culturali
    Res. Soc. Rustica Sedes ed altri
      

 

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Demanio e patrimonio - Beni ambientali - Costruzioni edilizie su aree vincolate - Nulla osta  paesaggistico- Annullamento ministeriale - Poteri della Soprintendenza - Art. 159, c. 3 , Decreto legislativo n. 42 del 2004 -Questione di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 76, 118 e 3 Cost. - Non è manifesta infondatezza
 

 



Non è manifestamente infondata, con riferimento agli artt. 76, 118 e 3 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 159, c. 3 Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, così come sostituito dall'art. 26, Decreto Legislativo 24 marzo 2006, n. 157, il quale stabilisce  che la Soprintendenza, se ritiene il nulla osta paesaggistico non conforme alle prescrizioni di tutela del paesaggio, può annullarlo con uno specifico provvedimento motivato.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Emilia Romagna, Bologna, Sez. I, 2 ottobre 2007, n. 2253
    Pres. Mozzarelli
    Rel. Di Benedetto
    Ric. S. Panini
    Res. Comune di Guiglia 
     

 

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Edilizia ed urbanistica - D.I.A. - Autorizzazione implicita di natura provvedimentale - Termine di impugnazione ordinario - Applicabilità
 

 


La D.I.A.  rappresenta una semplificazione procedimentale, che consente al  soggetto privato di conseguire un titolo abilitativo a seguito del decorso di un termine (30 giorni) dalla presentazione della denuncia; pertanto, con il decorso del  predetto termine si forma una autorizzazione implicita di natura provvedimentale, che può essere contestata dal terzo entro l'ordinario termine di decadenziale di sessanta giorni, decorrenti dalla comunicazione al terzo del perfezionamento della D.I.A. o dall'avvenuta conoscenza del consenso (implicito) all'intervento oggetto di D.I.A..

(Simona De Paolis)
 

 

 


 

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Edilizia ed urbanistica - D.I.A. - Intervento in autotutela dell'Amministrazione - Attivazione di un procedimento di secondo grado di annullamento o revoca d'ufficio ex L. 241/90 - Necessità

 

 

Una volta formatosi il titolo edilizio della D.I.A., l'intervento in autotutela dell'Amministrazione può essere giustificato soltanto nell'ambito di un procedimento di secondo grado di annullamento o revoca d'ufficio, (ai sensi dell'articolo 21 quinques e 21 nonies, con riferimento alll'art. 19 della legge n. 241/90), previo avviso di avvio del procedimento  soggetto interessato e previa confutazione, ove ne sussistano i presupposti, delle ragioni dallo stesso eventualmente presentate nell'ambito della partecipazione al procedimento.

 

(Simona De Paolis)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II bis, 17 settembre 2007, n. 8992
    Pres. Giulia
    Rel.Cogliani
    Ric. P. M.
    Res.  Comune di Ardea
     

 

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Edilizia e urbanistica - Permesso di costruire - Silenzio-rigetto, ex art. 20, c. 9, TU Edilizia - Provvedimento espresso - Necessità - Preavviso di rigetto - Insufficienza 

 


La norma di cui all'art. 20, c. 9, del T.U. Edilizia, benché preveda un caso di silenzio significativo, nella forma del silenzio-rigetto o rifiuto, deve essere coordinata con la legge n. 241 del1990, che ha introdotto il principio che impone alla P.A. di rispondere in modo espresso, e motivato, alle richieste formulate dai  soggetti privati, in ottemperanza al principio, di portata generale, che prevede gli obblighi di trasparenza, chiarezza e leale collaborazione tra  P.A. e cittadini. Pertanto, sussiste l'obbligo dell'amministrazione comunale di adottare un provvedimento di rigetto, espresso e conclusivo, sull' istanza presentata dal privato per ottenere il permesso di costruire, non essendo al riguardo sufficiente la comunicazione del preavviso di diniego, ex art. 10 - bis, L. n. 241/1990, che si configura come un adempimento endoprocedimentale, proprio della fase istruttoria.
 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Toscana, Sez. II, 11 settembre 2007, n. 2346
    Pres. Petruzzelli
    Rel. Fiorentino
    Ric. Società Guarduccistrade e Società Tintofilo
    Res. Comune di Agliana

     

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Edilizia ed urbanistica - Abusi - Ordine di ripristino dello stato dei luoghi - Adozione in relazione a norme edilizie a tutela del territorio - Previa comunicazione di avvio del procedimento - Necessità
 



L'ordine di ripristino dello stato dei luoghi disposto dal Comune ed emanato in relazione a norme edilizie a tutela del territorio, richiede la preventiva comunicazione dell'avvio del procedimento, non potendosi escludere l'utilità di un apporto partecipativo del soggetto interessato durante la fase istruttoria, per accertare il fatto costituente abuso edilizio di rilevanza ambientale.
 

 

(Simona De Paolis)



 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 12 settembre 2007, n. 4828
    Pres. Salvatore
    Rel de Felice
    Ric. Comune di Chioggia
    Res.  Arena srl 
     

 

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Edilizia -  Dichiarazione di Inizio Attività (D.I.A.) - Preavviso di rigetto, ex art. 10 bis, L. n. 241/1990 - Applicabilità  - Esclusione
 

 


Nei procedimenti avviati con la Denunzia di Inizio Attività (DIA) ex art. 23, DPR n. 380/2001, l'ordine della P.A. di non iniziare i lavori, per come ristretto nei suoi tempi procedimentali, non coincide con l' ipotesi di provvedimento (negativo) su istanza di parte di provvedimento positivo; pertanto, a tale diffida-ordine non si applica l'istituto del preavviso di rigetto previsto dall'art. 10 bis L. 241/1990.


(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Puglia , Lecce,  Sez. III, 22 febbraio 2007, n. 623
    Pres. Colombati
    Rel. Viola
    Ric. Lacarbonara
    res. Comune di Leporano
     

 

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Giudizio amministrativo - Risarcimento del danno - Termini procedimentali - Superamento -  Procedimento relativo al rilascio del permesso di costruire - Complessità della fattispecie ed accadimenti non imputabili all'amministrazione comunale - Colpa - Assenza - Risarcibilità del danno - Esclusione
 


Nell'ipotesi di superamento del termine per la definizione del procedimento previsto dall'art. 20, D.P.R. 6 giugno 200,1 n.380, per il rilascio del permesso di costruire, la particolare complessità della fattispecie e la comparsa di una serie di evenienze non imputabili all'amministrazione comunale procedente esclude ogni possibilità di ravvisare il requisito soggettivo della colpa in capo all'amministrazione resistente in giudizio; pertanto la domanda di risarcimento del danno avanzata dal soggetto privato deve essere respinta.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Valle d'Aosta , 17 gennaio 2007, n. 3
    Pres. Turco
    Rel. M. Filippi
    Ric. U. Rotella
    Res. Comune di Aosta 

 

 

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Edilizia ed urbanistica - Abusi -   Pendenza del procedimento per il rilascio della  concessione edilizia in sanatoria -  Demolizione o  ripristino dello stato dei luoghi -Illegittimità - Richiesta di documentazione integrativa da parte dell'amministrazione comunale - Irrilevanza

 


È illegittima l'irrogazione della sanzione della demolizione o del ripristino  dello stato dei luoghi quando per le relative opere edilizie abusive l'interessato abbia in precedenza richiesto concessione edilizia in sanatoria e l'amministrazione comunale abbia omesso di pronunciarsi in merito risultando del tutto irrilevante il fatto che l'amministrazione comunale (l'ufficio per l' edilizia) abbia richiesto una documentazione integrativa per portare a compimento l'istruttoria.
 

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez.VI, 25 settembre 2006, n. 5593
    Pres. Varrone
    Rel. Maruotti
    Ric. S.p.a. T.I.M.
    Res. Comune di Venezia
     

 

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Edilizia ed urbanistica -  Telefonia mobile - Stazione radio base  - Antenne - Installazione - Su edifici con altezza superiore a quella degli edifici circostanti -  Prescrizioni del regolamento edilizio -  Legittimità - Condizioni
 

 



E' legittima la disposizione di un regolamento edilizio comunale nella parte in cui preveda che le antenne delle stazioni radio base possono essere collocate su edifici aventi una altezza superiore a quella degli edifici circostanti, ubicati ad una distanza non superiore a mt. 50, allorché risulti dagli atti istruttori del procedimento posto in essere per adottare il regolamento che il Comune abbia contemperato gli interessi pubblici e privati in conflitto, con una misura ragionevole e non a svantaggio dell'efficienza del servizio di telefonia mobile.

 

 

(Simona De Paolis)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R Lombardia, Milano, Sez. II, 5  luglio  2006, n. 1715
    Pres. Radesi
    Rel. Spadavecchia
     


 

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Edilizia ed urbanistica - Parcheggi sotterranei - Realizzazione nel sottosuolo e  in locali siti al piano terreno dei fabbricati - Possibilità - Pertinenze delle singole unità immobiliari -  Sono tali - Strumenti urbanistici - Derogabilità - Regolamento edilizio - Derogabilità - Box seminterrati - Costruzione -  Possibilità - Condizioni - Distanze legali tra fabbricati - Derogabilità 
 

 


La dizione usata dal legislatore nell'art 9, primo comma, L. 24 marzo 1989, n. 122, che legittima i proprietari di immobili a realizzare nel sottosuolo degli stessi, ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati, parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, si deve essere interpretare in maniera estensiva, e quindi come comprensiva anche dei box seminterrati, purché realizzati dentro l'area di pertinenza dell'immobile. La possibilità di derogare agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti rende derogabili anche le norme sulle distanze legali delle costruzioni dai confini di proprietà, in quanto, a fronte di una disciplina speciale dettata dalla prioritaria esigenza di contrastare la congestione del traffico, la disciplina delle distanze, finalizzata alla salvaguardia degli interessi privati di buon vicinato e di ordinato esercizio della proprietà, deve necessariamente recedere.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, 20 luglio 2006, n. 4609
    Pres. Varrone
    Rel. Chieppa
    Ric Spagnuolo Vigorita
    Res. Comune di Napoli

     

 

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Edilizia ed urbanistica-  Edilizia - Abusi edilizi - Condono - Istanza -Silenzio- rifiuto - Formazione per inattività dell'amministrazione comunale - Possibilità -  Fattispecie in tema di legittimazione a ricorrere relativa ad un proprietario di un terreno confinante con l'immobile abusivo
 

 

 


Le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di concludere i rispettivi procedimenti in tempo utile per giungere ad una definizione dell'istanza di sanatoria entro il termine fissato dalla legge; quindi, scaduto tale termine, l'amministrazione risulta inadempiente. Pertanto, la mancata definizione da parte di un comune dell' istanza di condono relativa ad abusi edilizi, legittima il proprietario di un terreno confinante con l' immobile abusivo ad impugnare il silenzio -  rifiuto formatosi sull' istanza con la quale il medesimo soggetto ha invitato il comune competente a definire i procedimenti di condono edilizio relativi alle opere abusive confinanti.
 

 

(Simona De Paolis)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, 21 giugno 2006, n. 3733
    Pres. Varrone
    Rel. Montedoro
    Ric. Regione Lombardia
    Res. Comune di Botticino
     

 

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Edilizia ed urbanistica - Urbanistica - Piano regolatore generale - Prescrizioni e vincoli -  Vincolo paesaggistico - Avvenuta edificazione dell'area- Ostacolo all'apposizione del vincolo - Esclusione
 

 

 

L'avvenuta edificazione di un'area non costituisce motivo sufficiente per recedere dall'intento di proteggere i valori estetici o culturali ad essa legati attraverso l'imposizione di vincoli in sede di programmazione urbanistica del territorio.

 

 


(Simona De Paolis )
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Emilia Romagna , Bologna, Sez. II, 14 giugno 2006, n. 714
    Pres. Papiano
    Rel. Fina .
    Ric. SPI 8 srl
    Res. Comune di Ravenna,  Regione Emilia Romagna ed altri

     

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Edilizia ed urbanistica - Permesso di costruzione - Prescrizioni- Residenza  turistica alberghiera  - Unica unità immobiliare - Legittimità
 

 


È legittimo il permesso di costruzione rilasciato dal  Comune nella parte in cui prescrive che una residenza turistica alberghiera debba essere composta da un'unica unità immobiliare; infatti, l'unitarietà della struttura e dell'attività gestionale delle residenze turistico-alberghiere risulta  incompatibile con qualsiasi ipotesi di frazionamento della proprietà del complesso immobiliare in cui esse devono operare.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. II, 19 giugno 2006 n. 671
    Pres. Vito Carella
    Rel. G iuseppe Chinè
    Ric.Turist Calabria s.r.l.
    Res. Comune di Praia a Mare e  Responsabile U.T. del Comune di Praia a Mare 

     

 

punto elenco

Giurisdizione e competenza - Giurisdizione - Edilizia e urbanistica - Società proprietaria di un villaggio turistico - Scarico dei reflui nella rete fognaria pubblica - Diritto - Accertamento - Ricorso giurisdizionale al giudice amministrativo di primo grado (T.A.R.)  - Difetto di giurisdizione - Inammissibilità. 
 

 



E' inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo di primo grado il ricorso giurisdizionale con il quale il ricorrente, titolare di una sociètà proprietaria di un villaggio turistico  richieda al T.A.R. di pronunciare la declaratoria del suo diritto a scaricare i reflui del predetto villaggio turistico in determinati tratti della rete fognaria pubblica, poichè tale specifica pretesa non può essere ricondotta all'ambito applicativo dell'art. 34, decreto legislativo 31 marzo 1998 n.80, nel testo risultante dopo la sentenza additiva  n. 204 del 2004 pronunciata dalla Corte Costituzionale.

 

 


(Simona De Paolis)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Campania, Napoli, SEZ. I, 9 giugno 2006, n. 6849
    Pres.  Onorato
    Rel. Pannone
    Ric.De Luca Rosa ed altri
    Res. Comune Casoria 
     

 

punto elenco

Edilizia e urbanistica -  Abusi - Condono - Silenzio assenso - Ricorso giurisdizionale per l'accertamento del silenzio assenso - Inammissibilità 
 

 


E' inammissibile il ricorso giurisdizionale  proposto per accertare la sussistenza del silenzio assenso su domande di condono edilizio, in quanto l'ordinamento non riconosce ai soggetti che abbiano presentato istanza di condono per sanare pregressi abusi edilizi la possibilità di ottenere un provvedimento giurisdizionale esplicito che accerti l'intervenuto condono.
 

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Lazio, Roma, Sezione II, 21 aprile 2006, n. 2917
    Pres. La Medica
    Est. Capuzzi
    Ric.Cava Albegna Marsiliana s.r.l.
    Res.Comune di Montalto di Castro  

     

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Atto amministrativo - Procedimento amministrativo - Avviso di avvio del procedimento - Abusi ambientali - Atti di repressione - Comunicazione - Obbligo  -  Non sussiste


 
Tenuta in considerazione la natura strettamente vincolata e la non necessità di apporti partecipativi dei soggetti destinatari, non sussiste a carico dell'amministrazione procedente l'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento con riferimento all'adozione di provvedimenti repressivi di abusi ambientali implicanti la trasformazione del territorio.
 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 4 aprile 2006, n. 1750
    Pres. Santoro
    Rel. Corradino
    Ric. Faita
    Res. Comune di Montignano

     

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Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Abusi - Concessione di costruzione in sanatoria - Diniego sindacale - Art. 33, L. n. 47 del 1987 - Mero richiamo - Insufficienza - Illegittimità

 


E' illegittimo il diniego opposto dal sindaco alla domanda per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria motivato con il semplice richiamo dell'art. 33, L. n. 47 del 1985; infatti, è necessario che l'atto amministrativo esterni le ragioni a sostegno della decisione racchiusa nel provvedimento e tale obbligo motivazionale non può essere assolto con il semplice rinvio ad una norma di legge.
 

 (Simona De Paolis   )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Emilia Romagna, Bologna, Sez.II, 10 ottobre 2005, n. 1562
    Pres. Papiano
    Rel. Calderoni
    Ric. Pieri
    Res. Comune di Cesena

Edilizia e urbanistica - Urbanistica - Piano Regolatore generale - Variante - Perdita di edificabilità per un'area già venduta da un Comune ad un soggetto privato - Risarcimento del danno - Esclusione - Condizioni

Non è risarcibile il danno subito da un soggetto privato che avendo acquistato una determinata area edificabile da un Comune abbia successivamente perduto la possibilità di edificarvi a seguito di una variante al piano regolatore generale intervenuta dopo un lungo lasso temporale sufficientemente ampio per consentire al privato di utilizzare il terreno a fini edificatori.
(cfr. Maurizio De Paolis, Commentario al Codice dell'edilizia, Maggioli Editore, 2004)

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • TAR Sardegna, Sez. II, 3 ottobre 2005, n. 1985
    Pres. Tosti
    Rel. Scano
    Ric. Polini
    Res. Min. beni e attività culturali

 

  • Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Attività edilizia - Area vincolata - Autorizzazione paesaggistica - Annullamento del Ministero - Avviso di avvio del procedimento - Obbligo a carico della P.A.- Sussiste

Qualora il ministero dei beni e le attività culturali provveda ad annullare l'autorizzazione paesaggistica relativa alla costruzione di un manufatto edilizio su area vincolata, sussiste l'obbligo a carico della stessa amministrazione procedente di dare tempestiva comunicazione dell'avvio del procedimento di annullamento ai sensi dell'art. 7, L. 7 agosto 1990, n. 241. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 22 luglio 2005, n. 3916
    Pres. Salvatore
    Rel. Patroni Griffi
    Ric. Andreaggi
    Res. Comune di Milano ed altri

Edilizia ed urbanistica - Denuncia di inizio attività - Silenzio della PA - Impugnazione - Preventivo atto di diffida - Necessità.


Il silenzio serbato dall'amministrazione comunale in merito ad una denuncia di inizio attività è impugnabile davanti al giudice amministrativo a condizione che il ricorso giurisdizionale sia stato preceduto da una formale diffida indirizzata all'amministrazione silente.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 12 luglio 2005, n. 3774
    Pres. Frascione
    Rel. Allegretta
    Ric. Comune di Lardirago
    Res. Fondazione Collegio Ghisleri

Edilizia ed urbanistica - Concessione di costruzione - Fondazioni - Contributo di concessione - Esonero - Non spetta

Le fondazioni (persone giuridiche di diritto privato) non possono beneficiare dell'esonero dal contributo di concessione già contemplato dall'art. 9, lett. f), L. n. 10/1977 ed attualmente previsto dall'art. 17, c. 3, lett. c), DPR n. 380/2001. Infatti, il su menzionato benificio che, rende gratuito il rilascio della concessione di costruzione, si fonda su due requisiti: a) l'esecuzione delle opere edilizie deve avvenire da parte di enti istituzionalmente competenti ad edificarle, ovvero da parte di soggetti ai quali la costruzione dell'opera sia demandata in via istituzionale; b) il manufatto edilizio deve ascriversi ad una categoria di opere pubbliche o di interesse generale.

(Simona De Paolis)


 

 

 

  • TAR Campania, Napoli, Sez.II, 3 marzo 2005, n. 1548
    Pres. Guerriero
    Rel. Severini
    Ric. Caputo
    Res. Comune di massa Lubrense

Demanio e patrimonio - Beni paesaggistici - Nulla osta ambientale ex art. 151, Decreto Legislativo n. 490/99 - Diniego del sindaco - Illegittimità

Il diniego del sindaco opposto alla domanda per il rilascio del nulla osta ambientale ex art. 151, Decreto Legislativo n. 490/99 è illegittimo per incompetenza, poichè ai sensi dell'art. 107, Decreto Legislativo n. 267/2000, trattandosi di atto gestionale rientra nella sfera di competenza del dirigente. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • TAR Veneto, Sez. II, 2 novembre 2004, n. 3840
    Pres. Trivellato
    Rel. Stevanato
    Ric. Maccararo
    Res. Comune di Bussolengo ed altro

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Concessione di costruzione - Termine per ricorrere - Dies a quo -Conoscenza effettiva del provvedimento - Eccezioni


Per la decorrenza del termine decadenziale per impuganre una concessione di costruzione (ora permesso di costruire), l'effettiva conoscenza del provvedimento si ha quando la nuova costruzione edilizia rivela in modo certo ed inequivocabile le proprie caratteristiche e quindi anche le non perfetta conformità al titolo abilitativo rilasciato dal Comune. Pertanto, in assenza di altri elementi probatori, il termine per formulare ritualmente il ricorso innanzi al giudice amministrativo di primo grado non inizia a decorrere dall'inizio dei lavori, ma dal loro completamento, salva l'ipotesi in cui si deve escludere ab origine l'assoluta inedificabilità dell'area o, il caso in cui, vengano prodotte censure relative al mancato rispetto delle distanze dalla linea di confine o dai fabbricati finitimi.
(cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica, Padova, 2000; Maurizio DE PAOLIS e Michele PALLOTTINO, Commentario al testo unico dell'edilizia, Rimini, 2004).

(Sveva ROSSI)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 10 agosto 2004, n. 5501
    Pres. Salvatore
    Rel. Poli
    Ric. Comune di Trento
    Res. Soc. Gambarotta Applicazioni Meccaniche - GAM srl

Edilizia e urbanistica - Urbanistica - Piano per gli insediamenti produttivi - Localizzazione - Presupposto - Coinvolgimento di aree destinate dal P.R.G. ad opere di carattere industriale.

Il presupposto per la localizzazione di un piano per gli insediamenti produttivi (p.i.p.) è che questo strumento urbanistico coinvolga aree destinate dal Piano Regolatore Generale ( P.R.G.) ad opere di carattere industriale, non invece che insista su aree espressamente destinate dallo strumento urbanistico generale alla edificazione previa redazione del p.i.p. in questione. 

(Simona De Paolis )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 4 maggio 2004, n. 2694
    Pres. Frascione
    Rel. Cerreto
    Ric. Comune di Brugherio
    Res. Soc. Gemme

Edilizia e urbanistica - Concessione di costruzione - Domanda - Diniego - Dirigente comunale - E' competente - Diniego opposto dal Sindaco o dall'assessore delegato - Illegittimità.


Nella vigenza dell'art. 51, L. 8 giugno 1990, n. 142,così come mododificato dall'art. 6, L. 15 maggio 1997, n. 127, rientra nella competenza del dirigente titolare del relativo ufficio comunale negare il rilascio della concessione di costruzione (ora permesso di costruire). Pertanto, è illegittimo per incompetenza l'atto di diniego emesso dal Sindaco o, su sua delega, dall'assessore comunale.

(Silvia Lanzaro)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 28 aprile 2004, n. 2582
    Pres. Elefante
    Rel. D'Ottavi
    Ric. Casillo
    Res. Comune di Portici

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Recinzione - Sostituzione - Permesso di costruire - Non occorre - Autorizzazione - Preventivo rilascio - Necessità - Assenza - Conseguenze.


La mera sostituzione di una recinzione non è soggetta al preventivo rilascio del permesso di costruire, essendo sufficiente la semplice autorizzazione da parte del Comune, la cui assenza determina l'obbligo del pagamento di una sanzione pecuniaria a carico del soggetto inadempiente. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • TAR Lazio, Roma, Sez. II, 1 marzo 2004, n. 1902
    Pres. La Medica
    Rel. Sapone
    Ric. Istituto Suore Oblate Gesù e Maria
    Res. Min. beni e attività culturali

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Manufatti abusivi - Vincoli archeologici - Provvedimenti ripristinatori - Ministero per i beni e le attività culturali - E' competente - Enti locali territoriali - Sono incompetenti - Istanza di sanatoria di abusi ex art. 13, L. n. 47/1985 - Irrilevanza.


Rientra nella competenza del Ministero per i beni e le attività culturali, e non invece in quella degli enti locali territoriali, l'adozione di provvedimenti amministrativi ripristinatori in presenza di abusi edilizi realizzati su aree assoggettate a vincoli archeologici, a nulla rilevando l'avvenuta presentazione della domanda di sanatoria ex art. 13, L. n. 47/1985. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 29 gennaio 2004, n. 308
    Pres. Quaranta
    Rel. Buovino
    Ric. Comune di Venezia
    Res.Lana

Edilizia - Denuncia Inizio Attività (D.I.A.) - Inizio dei lavori e adozione di eventuali atti inibitori del Comune - Termine di trenta giorni - Decorrenza - Dalla notificazione della D.I.A.


Ai sensi del nuovo testo unico dell'edilizia n. 380/2001, art. 23, sia il termine al cui spirare il soggetto privato può iniziare le attività edilizie, sia il termine dopo il quale il comune può adottare eventuali provvedimenti inibitori delle predette opere, coincide con lo scadere del trentesimo giorno dalla notificazione della Denuncia Inizio attività (D.I.A.).

(Cfr. Maurizio DE PAOLIS e Michele PALLOTTINO, Commentario al testo unico dell'edilizia, Maggioli Editore, 2004).


(Simona De Paolis )

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 novembre 2003, n. 7766
    Pres. Barbagallo
    Rel. Rulli
    Ric. Regione Basilicata
    Res. Belletieri

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Abusi edilizi - Indennità ex art. 15, L. n. 1497/1939 - Risarcimento del danno ambientale - Esclusione - Sanzione amministrativa - E' tale.

 
Qualora siano stati violati gli obblighi di tutela del paesaggio a causa dell'edificazione di manufatti edilizi abusivi, l'indennità di cui all'art.15, L. 29 giugno 1930, n. 1497, costituisce una sanzione amministrativa in quanto non può ritenersi avere natura giuridica di risarcimento del danno ambientale, essendo dovuta anche quando l'opera non abbia prodotto un danno all'ambiente.

(Simona De Paolis)


 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 21 novembre 2003, n. 7539
    Pres. Frascione
    Rel. Fera
    Ric. Comune di Pieve Emanuele
    Res. Immobiliare Friza srl

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Attività edilizia - Edificio di proprietà condominiale - Sopraelevazione - Soggetti legittimati - Proprietario dell'ultimo piano e proprietario esclusivo del lastrico solare.


In un edificio di proprietà condominiale la sopraelevazione può essere realizzata legittimamente dal proprietario dell'ultimo piano ovvero dal proprietario del lastrico solare senza l'assenso degli altri condomini poiché tali soggetti risultano titolari dello ius aedificandi conformemente all'assetto civilistico della proprietà immobiliare urbana. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 12 novembre 2003, n. 7218
    Pres. Quaranta
    Rel. Buonvino
    Ric. Comune di Calvi
    Res. Cooperativa Calvi Uno srl

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Concessione di costruzione - Atto di autotutela dell'amministrazione comunale - Annullamento d'ufficio - Motivazione - Generico richiamo al ripristino della legalità - Illegittimità.

 


Qualora siano state già realizzate significative parti di un manufatto edilizio sulla base del rilascio di una concessione di costruzione, l'amministrazione comunale illegittimamente ne dispone l'annullamento d'ufficio, motivandolo con il semplice richiamo alla necessità di ripristinare la legalità. (Nella fattispecie, l'atto di autotutela è stato posto in essere dal Comune dopo oltre un anno dal rilascio della concessione di costruzione).
 

(Tiziana Autieri)


 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6736
    Pres. Elefante
    Rel. Zaccardi
    Ric. Rango
    Res. Comune di Cupra Montana

 

Edilizia e urbanistica - Edilizia - Abusi edilizi - Ordine di demolizione - Art. 4, c. 2, L. n. 47/1985 - Titoli abilitativi (concessione di costruzione o autorizzazione) - Differenza - Irrilevanza.

 


L'art. 4, c. 2, L. 28 febbraio 1985, n. 47, disciplinando la demolizione immediata dei manufatti edilizi abusivi realizzati su aree inedificabili, non prevede una distinzione tra i titoli abilitativi (concessione di costruzione o autorizzazione); pertanto, la mancanza dei predetti titoli legittima il comune a ricorrere all'ordine demolitorio, consentendo di sanzionare qualsiasi intervento edilizio abusivo, compresa la manutenzione straordinaria, realizzato sine titulo su aree sottoposte a vincolo.
 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 21 ottobre 2003, n. 6529
    Pres. Quaranta
    Rel. Pullano
    Ric. Immovilli
    Res. Comune di Verbania ed altri

 

Edilizia e urbanistica - Edilizia - Abusi - Sanatoria - Concessione di costruzione ex art. 13, L. n. 47/1985 - Rilascio da parte del Comune - Consenso dei comproprietari - Preventiva acquisizione - Legittimità - Fattispecie in tema di abusi su parti comuni condominiali.


Qualora il Comune rilasci la concessione di costruzione in sanatoria, ex art 13, L. 28 febbraio 1985, n. 47, legittimamente l'ente locale procedente richiede il consenso del comproprietario o dei comproprietari dell'area sulla quale è stato compiuto l'abuso edilizio oggetto di sanatoria.
(Fattispecie relativa ad abusi edilizi compiuti su parti comuni condominiali).

(Simona De Paolis)

  

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 21 ottobre 2003, n. 6519
    Pres. Frascione
    Rel. Cerreto
    Ric. Italspurgo snc
    Res. Comune di Trento ed altri.

 

Edilizia e urbanistica - Attività edilizia - Su fondo agricolo - Trasformazione irreversibile del terreno - Concessione di costruzione - Necessità - Opere in muratura - Assenza - Irrilevanza.


E' necessario il preventivo rilascio della concessione di costruzione, qualora si intendano realizzare, anche in assenza di opere in muratura, interventi edilizi su un terreno agricolo che comportino una permanente modificazione del terreno. 

(Tiziana Autieri)



 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, 5 agosto 2003, n. 4460
    Pres. Giovannini
    Rel. Garofoli
    Ric. Antonini ed altri
    Res. Min. beni culturali

Edilizia e urbanistica - Attività edilizia edificatoria - Sospensione - Provvedimento impeditivo - Annullamento in sede giurisdizionale - Risarcimento del danno - Quantificazione - Consulente tecnico d'ufficio- Nomina - Possibilità.

Qualora un soggetto privato ottenga preventivamente l'annullamento in sede giurisdizionale del provvedimento amministrativo illegittimo, con il quale l'amministrazione abbia disposto la sospensione dell'attività edilizia edificatoria, la quantificazione dei danni subiti può essere affidata dal giudice amministrativo a un consulente tecnico di ufficio che deve valutare l'incremento dei costi di costruzione per i manufatti edilizi ancora da costruire e che deve calcolare il danno discendente dalla mancata disponibilità delle unità abitative già realizzate. (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 15 aprile 2003, n. 1945)

(cfr. Maurizio DE PAOLIS, Il nuovo processo amministrativo. Integrato con la giurisprudenza. CEDAM, seconda edizione, 2003)

(Silvia Lanzaro)

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 8 luglio 2003, n. 4074
    Pres. Trotta
    Rel. Saltelli
    Ric. Susca
    Res. Regione Marche

Edilizia - Alloggi ad uso abitativo - Per coppie in formazione - Acquisto - Contributi regionali - Domanda - Nullità - Per mancata celebrazione del matrimonio entro 180 giorni - Deliberazione della Giunta regionale - Illegittimità - Fattispecie.

E' illegittimo la deliberazione della Giunta regionale che dichiari nulla la domanda concernente la richiesta del contributo finanziario pubblico per l'acquisto di un alloggio da destinare ad una coppia in formazione per mancata celebrazione del matrimonio nei 180 giorni successivi all'inserimento nell'elenco dei richiedenti. (Nella fattispecie, la Giunta regionale era quella delle Marche).


(Tiziana Autieri)


 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 4 giugno2003, n. 3068
    Pres. Quaranta
    Rel. Fera
    Ric. Panoramica snc
    Res. De Palma

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Concessione di costruzione - Progetto sottoscritto dall'ingegnere progettista e direttore dei lavori - Rilascio della concessione da parte del Comune - Legittimità - Sottoscrizione anche di un geometra - Irrilevanza.


E' legittimo il rilascio da parte di un Comune della concessione di costruzione, qualora il progetto del manufatto edilizio sia stato sottoscritto da un ingegnere come progettista e quale direttore dei lavori per le opere strutturali e anche da un geometra come tecnico (art. 3, L. 5 novembre 1971, n. 1086).

(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica, CEDAM).

(Silvia Lanzaro)



 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 26 maggio 2003, n. 2826
    Pres. Riccio
    Rel. Saltelli
    Ric. Comune di San Felice sul Panaro
    Res. Bergamini ed altri

Comune e provincia - Delibere comunali - In tema di pianificazione urbanistica del territorio - Astensione - Obbligo, ex art. 19, L. 3 agosto 1999, n. 265 - Presupposti - Conflitto di interessi - Sufficienza - Finalità perseguite dall'Amministrazione comunale o eventuale pregiudizio - Irrilevanza.

L'obbligo di astensione che riguarda gli amministratori comunali in sede di adozione e di approvazione di atti di pianificazione urbanistica del territorio (art. 19, L. 3 agosto 1999, n. 265 e ora dall' art. 78, Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) trova la sua legittimazione nel principio di imparzialità alla base dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.), a nulla rilevando il fine perseguito dall'amministrazione o un eventuale pregiudizio. 

(Rossella D'Aniello)

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 14 maggio 2003, n. 2586
    Pres. Quaranta
    Rel. Carboni
    Ric. Pimpinelli
    Res. Comune di Cartoceto

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Destinazione d'uso di un immobile - Mutamento senza opere edilizie - Concessione di costruzione - Non necessita - Ordinanza comunale di ripristino - Illegittimità - Fattispecie in tema di falegnameria artigianale.


Ai sensi dell'art.8, L. 28 febbraio 1985, n. 47 (abrogato dall'art.136, Decreto Legislativo 6 giugno 2001, n. 378 e sostituito dalla norma di cui all'art.32, D.P.R. 6 giugno 2001, n.380), le modificazioni di destinazione d'uso di immobili necessitano di preventivo rilascio della concessione di costruzione da parte del comune, senza la quale, si devono ritenere abusive, soltanto quando richiedano opere edilizie; pertanto, è illegittima l'ordinanza comunale che ingiunga il ripristino dell'utilizzazione originaria di un immobile, qualora sia stato accertato in giudizio che il mutamento di destinazione d'uso sia stato realizzato dal proprietario senza alcuna opera edilizia. (Nella fattispecie, un locale originariamente adibito a ricovero di attrezzi agricoli era stato riconvertito per ospitare una falegnameria di tipo artigianale).
(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica, CEDAM, 2000).

(Rossella D'Aniello)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 6 maggio 2003, n. 2386
    Pres. Salvatore
    Rel. Leoni
    Ric. Comune di Silvi
    Res. Gudetti

Edilizia ed urbanistica - Urbanistica - Piano Regolatore Generale - Adozione - Scelte urbanistiche - Motivazione - Non occorre - Ipotesi in cui necessita.


Generalmente le scelte urbanistiche indicate nel Piano Regolatore Generale non necessitano di alcune motivazione (art.3, L. 7 agosto 1990, n.241), tranne che per i seguenti casi:
1. superamento degli standards massimi ex D.M. 2 aprile 1968 (la motivazione si deve riferire esclusivamente alle previsioni urbanistiche di sovradimensionamento);
2. lesione di un affidamento qualificato relativo a soggetti privati discendente da convenzioni di lottizzazione, da accordi di diritto privato tra Comune e proprietari di aree, dall'annullamento con sentenza passata in giudicato di dinieghi di concessione di costruzione.

(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica, CEDAM, 2000)

(Rossella D'Aniello)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 6 maggio 2003, n. 2375
    Pres. Elefante
    Rel. Cerreto
    Ric. Pegaso Costruzioni srl
    Res. Comune di Legnano

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Concessione di costruzione - Concessione di costruzione in sanatoria ex art. 13,c. 2, L. n. 47/1985 - Per manufatto edilizio totalmente diverso da quello inizialmente progettato - Contributi di concessione - Determinazione in misura doppia - Legittimità - Fattispecie.

Qualora vengano realizzati due manufatti edilizi invece dell'unico edificio inizialmente progettato, in sede di rilascio della concessione di costruzione in sanatoria, ex art. 13, c. 2, L. 28 febbraio 1985, n. 47, è legittima la determinazione comunale del contributo di concessione in misura doppia.
(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica, CEDAM, 2000). 

(Tiziana Autieri)




 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, 16 aprile 2003, n. 1990
    Pres. Schinaia
    Rel.
    De Nictolis
    Ric.
    Ravenna
    Res. Comune di Gallipoli ed altri

Giudizio amministrativo - Risarcimento del danno - Prova dell'an e del quantum - E' a carico del danneggiato - Fattispecie in tema di abusi edilizi.


La parte che deduce di aver subito un danno deve fornire al giudice la prova dello stesso, sia in ordine all'an, sia in merito al quantum. Nella fattispecie, al fine di fornire la prova del danno discendente dalla demolizione di un manufatto edilizio abusivo, il ricorrente ha dovuto provare che il ripristino dello stato dei luoghi, senza la preventiva demolizione, sarebbe stato meno costoso della ricostruzione successiva alla demolizione.
 

(Tiziana Autieri)

 

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Abusi edilizi - Ordinanza di demolizione - Legittimazione a ricorrere - Proprietario e soggetto utilizzatore dell'immobile - Sono legittimati.

Il proprietario e il soggetto che abbia un titolo legittimo ad utilizzare le opere edilizie abusive, sono legittimati a impugnare davanti al giudice amministrativo l'ordinanza contingibile ed urgente emessa dal sindaco che ingiunga la demolizione dei predetti manufatti abusivi, in quanto entrambi sopportano i pregiudizi immediati derivanti dalla demolizione, a nulla rilevando che l'ordinanza sia stata indirizzata soltanto al proprietario.
 

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 17 aprile 2003, n. 2004

    Pres. Riccio
    Rel. Poli
    Ric. Immobiliare Lara srl
    Res. Comune di Caravaggio

 

Edilizia ed urbanistica - Urbanistica - Piano regolatore generale - Variante - Variante di " pubblica utilità " - Opera pubblica - Avvio del procedimento - Avviso al proprietario dell'area - Obbligo a carico del Comune - Sussiste.


Qualora la variante al Piano regolatore generale concerna l'esecuzione di una singola opera pubblica localizzata su un'area ben individuata ex art.1, c. 5, L. n. 1 del 1978 (così detta variante di pubblica utilità) il Comune dovrà inviare l'avviso di inizio del procedimento al proprietario dell'area interessata dalla variante, non venendo in considerazione un autentico atto di pianificazione o di programmazione del territorio.
(Cfr. Maurizio De Paolis, Edilizia ed urbanistica, CEDAM. 2000)

 

 

Edilizia ed urbanistica - Urbanistica - Piano regolatore generale - Variante - Avvio del procedimento - Avviso - Obbligo a carico del Comune - Non sussiste.

Ai sensi dell'art.3, L. 7 agosto 1990, n. 241, l'adozione di una variante al Piano regolatore generale, in quanto provvedimento di pianificazione, non deve essere necessariamente preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento nei confronti dei soggetti interessati (Cfr. Cons. Stato: Adunanza Generale 29 marzo 2001, n. 4; Sez. IV, 20 marzo 2001, n. 1797).
(Cfr. Maurizio De Paolis, Edilizia ed urbanistica, CEDAM, 2000).
 

(Tiziana Autieri)


 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2003, n. 1545

    Pres. Riccio
    Rel. Saltelli
    Ric. Giuliani srl
    Res. Comune di Varese

Edilizia economica e popolare - Piano per l'edilizia economica e popolare (PEEP) - Aree destinate all'edilizia residenziale nel Piano Regolatore Generale - Vincolo per il comune - Non sussiste - Piano di zona in variante del Piano Regolatore Generale ex art. 3, c. 4, L. n.167 del 1962 - Legittimità.

 
L'indicazione contenuta nell'art.3, L. 18 aprile 1962 n. 167, per cui le aree da ricomprendere nei piani per l'edilizia economica e popolare sono di norma scelte nelle zone destinate all'edilizia residenziale nei piani regolatori generali vigenti, con preferenza per quelle di espansione all'aggregato urbano, costituisce un'indicazione di principio, che non vincola il comune in modo assoluto, atteso che il quarto comma del predetto articolo prevede la possibilità dell'adozione legittima di un piano di zona in variante allo strumento generale di pianificazione, qualora si manifesti la necessità dei piani in zone non destinate all'edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti. 

(Rossella D'Aniello)

   

Edilizia economica e popolare - Piano per l'edilizia economica e popolare ( PEEP) - Strumento di pianificazione urbanistica di secondo grado - E' tale - "Ricucitura" tra insediamenti - Legittimità.



Il piano per l'edilizia economica e popolare, anche qualora non operi in variante ad uno strumento urbanistico generale, è pur sempre uno strumento di pianificazione, sia pure di secondo grado; pertanto, la "ricucitura" tra insediamenti, siano o meno periferici, legittimamente può rientrare tra le funzioni svolte dal piano per l'edilizia economica e popolare, così da giustificare la scelta di determinate aree da ricomprendere nel medesimo piano. 

(Rossella D'Aniello)

 

Edilizia economica e popolare - Piano per l'edilizia economica e popolare ( PEEP) - Dimensionamento - Discrezionalità amministrativa e tecnica.



Circa le operazioni per determinare la concreta estensione delle aree da inserire nel P.E.E.P., così detto dimensionamento, l'amministrazione è titolare di potestà discrezionale e tecnica, e deve basare le proprie determinazioni su un'adeguata motivazione dalla quale possa evincersi la loro ragionevolezza ed attendibilità.

(Rossella D'Aniello)

 

Edilizia economica e popolare - Piano per l'edilizia economica e popolare ( PEEP) - Approvazione - Fabbisogno abitativo - Determinazione - Criteri - Saldo migratorio negativo - Valutazione - Legittimità.



Per determinare il fabbisogno abitativo, al fine di approvare il piano per l'edilizia economico e popolare, è legittimo tenere in considerazione il saldo migratorio negativo degli anni precedenti, l'andamento demografico in decremento e l'aumento dei nuclei familiari, compensando i relativi dati con la considerazione che è diminuito il numero medio dei componenti delle singole unità familiari e che non si può immaginare una rapida sostituzione degli emigrati con gli immigrati.

(Rossella D'Aniello)

 

Edilizia economica e popolare - Piano per l'edilizia economica e popolare ( PEEP) - Contenuto - Determinazione - Fabbisogno abitativo - Riferimento - Necessità - Valutazione degli abusi edilizi - Discrezionalità.



Per determinare il contenuto del P.E.E.P. si deve tenere in considerazione il fabbisogno futuro e non quello già soddisfatto lecitamente o meno, ed è rimesso alla valutazione insindacabile dell'amministrazione rilevare se eventuali abusi edilizi abbiano soddisfatto, sia pure parzialmente, una preesistente domanda abitativa.

 (Rossella D'Aniello)




 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2003, n. 1558

    Pres. RICCIO
    Rel. SALTELLI
    Ric. Brenta servizi spa
    Res. Soc. Ar. Pi.

 

Ricorso giurisdizionale - Opere pubbliche - Interesse a ricorrere - Delibera consortile di localizzazione di condotte fognarie - Proprietario dell'area - Ha interesse - Ammissibilità del ricorso.


Sussiste l'interesse a impugnare da parte del proprietario la delibera consortile che localizza sul fondo di sua proprietà la realizzazione di una condotta fognaria allorquando, quantunque la destinazione urbanistica dell'area non ne consenta l'edificabilità, le concrete modalità esecutive dell'opera impongano pesi e limitazioni tali per gravità da rendere del tutto inutilizzabile l'area in questione.

 

 

Opere pubbliche - Preventiva variante al P. R.G.- Necessità - Progetto - Approvazione da parte di consorzio per la costruzione e la gestione di fognature - Esclusione.


I consorzi per la costruzione e la gestione delle fognature non sono dati di poteri urbanistici e pertanto non possono approvare progetti di realizzazione di opere inerenti la loro cura quando esse siano da localizzare in zone non destinate a servizi pubblici e ci sia pertanto bisogno di ricorrere ad una variante al preesistente piano regolatore generale.


(Tiziana Autieri.)



 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 11 marzo 2003, n. 1315

    Pres. Salvatore P.
    Rel. Borioni
    Ric. Costa Dorata srl
    Res. CORECO Tempio Pausania

Urbanistica - Piano di lottizzazione - Efficacia massima - E' quella decennale.

Qualora non sia stato convenzionalmente pattuito, il piano di lottizzazione ha un'efficacia massima pari a dieci anni, ma può perdere la propria efficacia anche nel minor tempo previsto per la sua attuazione.
Nessuna disposizione di legge stabilisce la durata massima delle convenzioni di lottizzazione, ma tale individuazione è necessaria non potendosi attribuire alle lottizzazioni il condizionamento a tempo indeterminato della pianificazione urbanistica del territorio; per cui si può legittimamente mutuare il termine massimo di efficacia dall'art. 16, c. 5, L. 17 agosto 1942, n. 1150. (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 16 marzo 1999, n. 286;
Cfr. Maurizio De Paolis, Edilizia ed urbanistica. CEDAM, 2000).
 

(Tiziana Autieri)


 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 7 marzo 2003, n. 1258

    Pres. Elefante
    Rel. De Ioanna
    Ric. Comune di Bari
    Res. DE.Mar srl

Edilizia - Concessione di costruzione - Diniego - Per necessità di risanamento dell'area - Illegittimità - Fattispecie.

E' illegittimo il diniego opposto dal comune al rilascio di una concessione di costruzione motivato con la necessità di risanare, sul piano urbanistico, una zona segnata da elementi di degrado; tali argomentazioni non appaiono tali da inficiare ex post la deliberazione comunale che in precedenza aveva ritenuto il progetto del manufatto edilizio perfettamente compatibile con la destinazione di zona prevista dal piano regolatore generale.
(cfr. Maurizio De Paolis, Edilizia ed urbanistica, CEDAM, 2000)
 

(Silvia Lanzaro)

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 1 marzo 2003, n. 1150

    Pres. Quaranta
    Rel Buonvino
    Ric. Zuanetto ed altri
    Res. Comune di Borgo Ticino

Edilizia - Concessione di costruzione - Annullamento o revoca d'ufficio - Atto di autotutela da parte del Comune a distanza di tempo dal rilascio della concessione - Motivazione - Riferimento generico alla necessità di ripristinare la legalità violata - Illegittimità - Intesse pubblico (tutela dell'igiene,sanità, sicurezza pubblica, ambiente ecc.) - Indicazione - Necessità.


Sono illegittimi l'annullamento o la revoca d'ufficio di una concessione di costruzione disposti dal Comune a notevole distanza di tempo dal rilascio dell'atto concessorio, qualora si sia motivato il provvedimento di autotutela con il semplice riferimento alla necessità di ripristinare la legalità violata; infatti, operando in tal modo si viene a ledere l'affidamento ingenerato nel concessionario sulla possibilità di costruire un manufatto edilizio.E' necessario che l'annullamento o la revoca siano supportati da una motivazione che esplicitamente richiami l'interesse pubblico facendo riferimento esplicito a ragioni di igiene, sanità, sicurezza pubblica, ambiente.
(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica,CEDAM, 2000).


(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 24 febbraio 2003, n. 986

    Pres. Elefante
    Rec. Deodato
    Ric. Miscio
    Res. Comune di San Giovanni Rotondo

Edilizia - Chiosco metallico prefabbricato - Per l'esercizio di attività commerciale perdurante nel tempo - Precarietà dell'opera - Irrilevanza - Concessione di costruzione - Necessità.



E' necessario il preventivo rilascio della concessione di costruzione da parte del Comune prima di poter legittimamente installare un box metallico prefabbricato da destinare ad attività commerciale perdurante nel tempo, a nulla rilevando che la predetta opera sia precaria e non venga ancorata al suolo, ma sia soltanto aderente ad esso. Infatti, la circostanza che l'attività commerciale debba protrarsi nel tempo determina un'alterazione del territorio che non può ritenersi temporanea, precaria o irrilevante. (Cfr. Cons. Stato, Sez. V, 24 febbraio 1996, n. 226).



(Silvia Lanzaro)

 

 

 

  • Tar Calabria, Reggio Calabria, 3 febbraio 2003, n. 33

    Pres. Passanisi
    Rel. Crescenti
    Ric. Nesci
    Res. ANAS ed altri

 

Giurisdizione - In tema di edilizia ed urbanistica - Richiesta risarcitoria - Danno non generato da procedimenti amministrativi di utlizzazione del territorio - Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo - Non sussiste.
 

 

Non rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, come invece le controversie in tema di edilizia ed urbanistica, le richieste risarcitorie relative ad attività materiali della P.A..

 

(Silvia Lanzaro)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 30 gennaio 2003, n. 469

    Pres. Quaranta
    Rel. Farina
    Ric. Progetto Grande Bicocca Multisala srl
    Res. Anteo srl ed altri

 

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Concessione di costruzione - Ricorso giurisdizionale - Legittimazione a ricorrere - Titolare di esercizio commerciale non ubicato nella zona destinata a nuova costruzione - Non è legittimato - Inammissibilità del ricorso.



I titolari di esercizi commerciali non sono legittimati a impugnare la concessione di costruzione per presunta lesione di un loro interesse commerciale discendente dalla costruzione del manufatto edilizio a cui si riferisce la concessione impugnata con ricorso giurisdizionale, qualora i titolari degli esercizi commerciali non siano insediati nella zona ove si deve costruire l'opera.


(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 29 gennaio 2003, n. 453

    Pres. Varrone
    Rel. Marchitiello
    Ric. De Sisto
    Res. Comune di Perugia

 

Edilizia ed urbanistica - Edilizia - Concessione di costruzione - Decadenza - Per mancato inizio lavori  e per mancato completamento- Impedimenti oggettivi indipendenti dalla volontà del concessionario - Sussistenza - - Illegittimità della decadenza.



Illegittimamente il Comune dichiara la decadenza di una concessione di costruzione, qualora risulti che il mancato inizio lavori nel termine di un anno e il mancato completamento entro il triennio successivo sia stato cagionato da atti impeditivi compiuti dal proprietario di un terreno confinante, che ha impedito l'utilizzazione dell'unica strada esistente per accedere al terreno sul quale doveva realizzarsi la costruzione.



(Gianluca De Nuzzo)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 15 gennaio 2003, n. 156
    Pres. Elefante
    Rel. Cerreto
    Ric. Venditti
    Res. Pisani

 

Edilizia - Abusi edilizi - Art. 654 CPP - Sentenza penale di condanna o di assoluzione - Rilevanza nel giudizio amministrativo - Condizioni - Fattispecie in tema di manufatto abusivo edificato su area agricola.

 

A differenza dell'art. 656 CPP, relativo ai giudizi civili o amministrativi di risarcimento del danno, l'art. 654 CPP esclude che possa avere efficacia di giudicato, in un successivo giudizio civile o amministrativo, la sentenza penale di condanna o di assoluzione pronunciata a seguito di dibattimento, con riferimento ai soggetti che non abbiano partecipato al relativo giudizio penale (cfr. Cass. Civile, Sez. Lavoro 4 marzo 2000, n. 2464; Cons. Stato, Sez. V, 12 ottobre 1999, n. 1440). Pertanto, nell'ipotesi di abuso edilizio consistente nell'edificazione di un manufatto edilizio costruito su un'area agricola in base ad una concessione edilizia illegittima, è ininfluente la sentenza penale di assoluzione del concessionario, del sindaco e del progettista della costruzione, nei confronti del sindaco che non sia stato parte nel processo penale e che invece sia parte nel giudizio amministrativo, ove venga riconosciuta l'illegittimità della menzionata concessione di costruzione.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 18 dicembre 2002, n. 7037
    Pres. Elefante
    Rel. Branca
    Ric. Società LIDIA sas
    Res. Comune di San Martini Buonalbergo

 

Urbanistica - Prescrizioni e vincoli - Costruzione di edifici - Divieto - Destinazione di zona - Configurabilità - Vincolo ablatorio o vincolo di inedificabilità - Inconfigurabilità.

 

Costituisce non già vincolo preordinato all'espropriazione o all'inedificabilità, bensì mera destinazione di zona ad un certo tipo di attività pianificatoria del territorio la prescrizione dello strumento urbanistico con cui, in una data area, non è permessa la costruzione di edifici in tutto o in parte per civile abitazione, in quanto tale regola non svuota il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene immobile, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, o da diminiure in modo significativo il valore di scambio, ma serve solo ad indirizzare l'uso edificatorio del bene secondo lo scopo voluto dal piano stesso per quella determinata zona. (Cfr. Cons. Stato: Sez. V, 3 gennaio 2001, n. 3; Sez. V, 6 ottobre 2000, n. 5326; Sez. IV, 2 dicembre 1999, n. 1769).
Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica, CEDAM, 2000).

(Rossella D'Aniello) 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 20 dicembre 2002, n.7257
    Pres. Trotta
    Rel. Saltelli
    Ric. Di Masi ed altri
    Res. Comune di Mileto

 

Urbanistica - Piani urbanistici - Delibere del Comune - Amministratori comunali - Astensione per interessi propri, di propri parenti o affini entro il quarto grado - Obbligo accertato con sentenza passata in giudicato - Art. 78, Decreto Legislativo n. 267/2000 - Effetti - Annullamento e sostituzione con nuova variante urbanistica - Regolamentazione del territorio non limitata alla sola parte del piano viziata ed annullata - Legittimità.

 

Ai sensi dell'art. 19, L. 3 agosto 1999, n.265, successivamente trasfuso nell'art. 78, Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, secondo cui, in relazione ai piani urbanistici, qualora sia dimostrata, con sentenza passata in giudicato, la correlazione diretta ed immediata che imponeva agli amministratori comunali l'obbligo di astenersi dal partecipare alla discussione e alla valutazione di delibere riguardanti anche interessi propri o dei propri parenti o affini entro il quarto grado, le disposizioni dello strumento urbanistico oggetto della provata correlazione sono annullate e sostituite mendiante una nuova variante urbanistica. Trattandosi di una norma finalizzata a favorire l'effettivo governo del territorio da parte dell'ente locale comunale, non può escludersi che quest'ultimo, proprio nell'ambito della sua potestà discrezionale, in ragione della gravità o dell'estensione del vizio accertato, possa provvedere legittimamente ad una nuova e complessiva regolamentazione del terr
itorio, non limitandola
alla sola parte viziata ed annullata.
(cfr. Maurizio De Paolis, "Edilizia ed urbanistica",CEDAM, 2000).

(Rossella D'Aniello)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, 12 dicembre 2002, n. 6785

        

         Rel.   CAFINI

         Ric.   Min. BENI CULTURALI

         Res.   AMENDOLA

 

Edilizia ed urbanistica - Edilizia – Abusi – Manufatto edificato su area vincolata – Nulla-osta del Sindaco per la sanatoria – Motivazione congrua – Assenza – Annullamento del Ministero dei Beni Culturali – Legittimità – Fattispecie.

 

Legittimamente il Ministero dei Beni culturali e ambientali annulla il nulla-osta paesaggistico rilasciato dal Sindaco per sanare un manufatto edilizio abusivo edificato su area vincolata paesaggisticamente, qualora  esso sia affetto da eccesso di potere per difetto di motivazione, dovendo i nulla-osta del genere essere congruamente motivati, anche se hanno natura di atti ampliativi della sfera giuridica dei soggetti destinatari (cfr. Cons. Stato: Adunanza Plenaria 22 luglio 1999, n. 20; Sez. VI, 8 marzo 2000, n. 1162; Sez. VI, 13 febbraio 2001, n. 685).

Nella fattispecie, il Ministero dei Beni culturali annullava il nulla-osta paesaggistico rilasciato dal Sindaco del Comune di Amalfi relativo ad una domanda di condono edilizio per una costruzione abusiva, consistente nell’ampliamento di un fabbricato già esistente e realizzata in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico; l’autorizzazione sindacale, infatti, si limitava nella motivazione ad indicare genericamente che si trattava di un intervento edilizio di “esigua consistenza”non costituente “impatto ambientale”, in quanto “incassato nel perimetro edilizio già esistente”.

(Cfr. DE PAOLIS MAURIZIO, La motivazione del provvedimento amministrativo, Cedam, 2002).

(Maurizio De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 2 dicembre 2002, n. 8364
    Pres. Quaranta
    Rel. Mastrandrea
    Ric. Porto torre spa
    Res. Comune di Roma

 

Opere pubbliche - Concessione edilizia - Contributi di concessione - Esenzione - Presupposti - Individuazione - Casistica giurisprudenziale sul diniego di esenzione.

 

L'esenzione dal pagamento dei contributi di concessione per le opere pubbliche o di interesse generale, realizzate dagli enti istituzionalmente competenti ( art. 9, c.1, lett. f), L. n.10/1977) richiede il concorso di due presupposti. Uno soggettivo, ovvero l'ascrivibilità del manufatto oggetto di concessione edilizia alla categoria delle opere pubbliche o di interesse della collettività, anche se realizzate e gestite da privati; l'altro soggettivo, ovvero l'esecuzione delle opere da parte di Enti che in via istituzionale realizzino opere di interesse generale ( cfr. Cons. Stato, Sez. V, 6 dicembre 1995, n. 2061), ovvero da parte di privati concessionari dell'Ente pubblico ( cfr. Cons. Stato, Sez. V, 7 dicembre 1995,n. 1280), purchè le opere siano inerenti all'esercizio del rapporto concessorio.
Il beneficio di esenzione dal pagamento dei contributi di concessione è stato negato:
1. ad una società per azioni relativamente alla concessione di ampliamento di una clinica gestita dalla stessa (Cfr. Cons. Stato, Sez. V, 16 gennaio 1992, n. 46);
2. alle cooperative edilizie, in quanto curano in primo luogo l'interesse dei soci;
3. al privato che realizza impianti sportivi, anche se la loro utilizzazione è oggetto di convenzione con il comune;
4. per la realizzazione di uffici direzionali di un'azienda creditizia;
5. per la costruzione di scuole non previste tra le opere di urbanizzazione dal P.R.G.,
6. alla società concessionaria del servizio distributivo del gas da città per la costruzione di una nuova sede (cfr. Tar Lombardi, Brescia, 18 marzo 1999,n. 217),
7. per le opere realizzate da un privato, su proprietà privata e con capitali privati, pur se in vista di un contratto di locazione co la P.A. (tar Lombardia, Milano, Sez. II, 1 luglio 1997,n. 1077;tar Puglia Bari, Sez. I, 1 settembre 1999,n. 1018).

(Maurizio De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 7 novembre 2002, n. 6109
    Pres. TROTTA
    Rel. VOLPE
    Ric. San Rosolino Spa
    Res. Comune di Busto Arsizio

 

Urbanistica -Piano regolatore generale- Destinazione di zona - Area - Destinazione pubblica - Presenza di manufatti edilizi - Irrilevanza.

 

La presenza di taluni manufatti edilizi su un'area non può ingenerare nel soggetto privato il convincimento che la stessa non sia suscettibile di destinazione pubblica a livello di pianificazione urbanistica e che la situazione di fatto generatasi possa costituire un limite alla potestà di pianificazione del territorio da parte del Comune. 

(Gianluca De Nuzzo)

 

 

Urbanistica - Piano regolatore generale - Destinazione di zona - Area - Per attrezzature pubbliche e servizi pubblici - Finalità.

 

La destinazione urbanistica,  prevista in un Piano regolatore generale di aree per attrezzature pubbliche e per servizi pubblici, è un atto dovuto ex art. 41,quinquies,c.8,L.17 agosto 1942,n.1150 e D.M. 2 aprile 1968,al fine di  realizzare i rapporti previsti dalla predetta normativa tra spazi destinati agli insediamenti,residenziali e produttivi,e spazi pubblici o comunque destinati ad attività collettive,a verde pubblico o a parcheggi. (Cfr. Cons Stato:Sez. IV, 2 ottobre 2001,n,5622 e Adunanza Plenaria 22 dicembre 1999,n.24).

(Gianluca De Nuzzo)

 

 

 



 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, 4 novembre 2002, n. 6016
    Pres. Giovannini
    Rel. Balucani
    Ric. Comune di Marino
    Res. Tata ed altri

 

Urbanistica - Piano regolatore generale - Adozione - Impugnabilità immediata - Condizioni - Variante al Piano regolatore generale - Adozione - Impugnabilità immediata - Condizioni.

 

La delibera comunale di adozione del Piano Regolatore Generale o della Variante al Piano regolatore generale può formare oggetto di immediata impugnazione quando da essa consegue l'eliminazione o la limitazione dello ius aedificandi in forza di previsioni vincolistiche in essa racchiuse.
(Cfr. Cons Stato Sez. IV: 19 ottobre 1994,n.819;10 settembre 1996,n.1028;21 giugno 2001,n.3341).

(Silvia Lanzaro)

 

 

 

 

 



 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 18 ottobre 2002, n. 5716
    Pres. Trotta
    Rel. Troiano
    Ric. Savio
    Res. Anas

 

Edilizia - Abusi - Sopraelevazione di edificio esterno al centro abitato e ubicato a meno di 60 metri dal ciglio autostradale - Sanatoria - Esclusione.

 

Non è suscettibile di sanatoria edilizia ex L. n. 47/1985, la sopraelevazione di un edificio ubicato esternamente al centro abitato che disti dal ciglio dell'autostrada meno di sessanta metri. (Cfr. Cass. Civile 14 gennaio 1987, n. 193; Cass. Civile 26 gennaio 2000, n. 841; Cons. Stato, Sez. V, 8 settembre 1994, n. 968)

(Gianluca De Nuzzo)

 

 

 



 

  • Consiglio di Stato, Sez. ,16 Ottobre 2002, 5610
    Pres. Quaranta
    Rel. Pullano
    Ric. Moscheni
    Res. Comune di Rota d'Imagna

 

Edilizia - Opere pertinenziali - Concessione di costruzione - Non occorre - Preventiva autorizzazione - Necessità - Fattispecie in tema di recinzione.

 

Ogni opera pertinenziale posta al servizio di edifici già esistenti, è assoggetta non a concessione di costruzione, bensì a una preventiva autorizzazione. (Nella fattispecie, l'opera pertinenziale consisteva in una recinzione).

(Silvia Lanzaro)

 

 

 



 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 16 ottobre 2002, n. 5601
    Pres. Quaranta
    Rel. Pullano
    Ric. Caneparo
    Res. Comune di Sandigliano

 

Urbanistica - Lottizzazione abusiva - Terreno agricolo - Variante al P.R.G. che lo includa in p.e.c. - Frazionamento in  lotti - Successivi atti di compravendita - Configurabilità della lottizzazione abusiva.

 

Il frazionamento, in singoli lotti, di un terreno agricolo incluso in un p.e.c. previsto da una variante al P.R.G., e i successivi atti di compravendita allo scopo di edificare, configurano l'ipotesi di lottizzazione abusiva. Infatti, l'art. 18, c.1 , L.28 febbraio 1985, n. 47 prevede l'ipotesi di lottizzazione abusiva non solo quando vengono iniziate opere che comportino la trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni stessi, ma anche quando tale trasformazione venga disposta attraverso il frazionamento e la vendita, o atti equiparati, del terreno in lotti, che per le loro caratteristiche (dimensione in relazione alla natura del terreno ed alla sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici; previsione di opere di urbanizzazione in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti) denuncino in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio.

(Tiziana Autieri)

 

 

 


                 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, Sent. 2 ottobre 2002, n. 5178

        Presidente              Agostino Elefante

        Consigliere est.       Aniello Cerreto

        Ricorrente              Comune di Grottaferrata

        Resistente               REBE Immobiliare S.r.l.

           

Urbanistica - Piano regolatore generale - Prescrizioni e vincoli - Vincolo di inedificabilità – Decadenza per mancata adozione del piano particolareggiato – Immediata edificabilità dell’area già vincolata - Esclusione

 

La decadenza del vincolo di inedificabilità di un’area contenuto in un piano regolatore generale per mancata approvazione, nel termine di cinque anni, del relativo piano particolareggiato, non determina l’immediata edificabilità della zona ma assoggetta la stessa al limite di edificabilità di cui all’art. 4 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.

                                                                                                (Silvia Lanzaro)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di stato, Sez.V, 2 ottobre 2002, n. 5182
    Pres. Elefante
    Rel. Zaccardi
    Ric. Comune di Lugnano in Teverina
    Res. Frascantoni

 

Edilizia - Concessione di costruzione - Per la ristrutturazione di edifici - Conservazione delle volumetrie e delle sagome preesistenti - Diniego del Comune - Illegittimità.

 

Nel concetto di ristrutturazione edilizia rientrano anche gli interventi di demolizione e di ricostruzione di un fabbricato che quanto a sagoma e volumi sia corrispondente a quello preesistente. Pertanto,è illegittimo il diniego opposto dal Comune al rilascio di una concessione di costruzione per la ristrutturazione di taluni fabbricati (nella specie casa colonica,abitazione del custode e annessi rustici) da destinare ad azienda agrituristica,qualora il progetto presentato dimostri che il recupero edilizio venga effettuato rispettando le originarie sagome e gli originari volumi.

(Rossella D'Aniello)

 

 

 

 


 

  • Consiglio di Stato, Sez.V, 1 Ottobre 2002, n. 5117
    Pres. Quaranta
    Rel. D'Ottavi
    Ric. P.i.t.e.f. srl
    Res. Comune di San Michele al tagliamento

 

Edilizia - Abusi - Sanatoria - Destinazione urbanistica dell'area - Variazione automatica conseguenziale alla sanatoria del manufatto edilizio - Esclusione.


Il rilascio della santoria edilizia ex art.31 esegg. L.n.47/85,se da un lato rende legittima l'edificazione del manufatto edilizio,strutturalmente e funzionalmente abusivo,dall'altro non produce nessun altro ulteriore vantaggio.Più partitamente, a seguito della sanatoria edilizia non può essere variata automaticamente la destinazione urbanistica dell'area su cui insiste l'edificio condonato.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, sez. V, sent. 6 settembre 2002, n. 4562

            Pres. Varrone

            Rel. D'Agostino

            Ric. Comune di Milano

            Res. ENPAM

 

Edilizia - Concessione di costruzione - Contributo di concessione per immobili abusivi soggetti a sanatoria - Criteri di calcolo.

 

Le  leggi regionali non possono determinare una misura del contributo di concessione per immobili abusivi soggetti a sanatoria che risulti inferiore alla metà di quello determinabile in base a disposizioni vigenti al momento di entrata in vigore della L. n. 47/1985.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 6 settembre 2002, n. 4567

            Pres. Shinaia

            Rel. Montedoro

            Ric. Ministero Beni Culturali

            Res. Perinelli

 

Urbanistica - Prescrizioni e vincoli - Vincolo indiretto di inedificabilità - Adiacenza al bene da tutelare - Legittimità - Fattispecie.

 

E' legittima l'imposizione di un vincolo indiretto di inedificabilità fondato su una mera situazione di adiacenza o di vicinanza del bene indirettamente vincolato all'immobile da tutelare (Nella fattispecie il vincolo indiretto riguardava beni archeologici).

(Gianluca De Nuzzo)

 

 

Urbanistica - Prescrizioni e vincoli - Bene culturale - Nozione - Vincolo indiretto di inedificabilità - Preventivi accertamenti su presenze archeologiche - Non necessitano.

 

La nozione di bene culturale passa da un'accezione di tipo materialistico, legata alle cose quae tangi ad una diversa connotazione, di tipo immateriale, che vede nel bene un valore espressivo di un ambiente storico e sociale; si deve pertanto ritenere che per la legittimità del provvedimento amministrativo che impone un vincolo indiretto non occorra accertare dirette presenze archeologiche nell'area, né occorre far precedere l'atto impositivo del vincolo da indagini ed esplorazioni ex art. 43, L. n. 1089/1939.

(Gianluca De Nuzzo)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, sez. V, sent. 22 febbraio 2002, n. 1079

            Pres. Frascione

            Rel. Deodato

            Ric. *******

            Res. Comune di Cortina D'Ampezzo

 

Edilizia - concessione di costruzione - diniego - annullamento in sede giurisdizionale - riesame - obbligo per il Comune - sussiste - normativa applicabile - individuazione.

 

L'annullamento in sede giurisdizionale del diniego di concessione edilizia comporta l'obbligo per il Comune di riesaminare l'originaria domanda, applicando la normativa urbanistica vigente al momento in cui la sentenza è notificata o è comunicata in via amministrativa e tenendo, quindi, conto dell'eventuale disciplina pianificatoria sopravvenuta nel corso del giudizio.

(Gianluca De Nuzzo)