www.arsg.it - Costantemente aggiornata la Sezione NOVITA' GIURISPRUDENZIALI: sono in linea recenti pronunce in tema di APPALTI,  COMPETENZA  E GIURISDIZIONE, OPERE PUBBLICHE, RICORSO GIURISDIZIONALE. - SCRIVETECI!

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 15 maggio 2008, n. 2246
    Pres.  Cossu
    Rel.  De Felice
    Ric. Mirabello
    Res. Provincia di Latina e altri.

 

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Espropriazione per pubblica utilità - Dichiarazione di pubblica utilità – Presupposti – Contraddittorio – Necessità.

 

Le garanzie partecipative  derivanti dalla regola del  giusto procedimento devono essere applicate al procedimento preordinato alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera in quanto è in tale fase che l’amministrazione espropriante compie la prima valutazione in ordine alla utilità dell’intervento e procede alla ponderazione e al confronto degli interessi coinvolti. Pertanto,  è necessario che in tale fase, in cui è ancora possibile per il soggetto privato influire in modo effettivo sulle scelte discrezionali della amministrazione pubblica, sia provocato il contraddittorio, in quanto le fasi successive del procedimento (occupazione d’urgenza e emissione del decreto di espropriazione) hanno un carattere attuativo di una scelta precedentemente compiuta.  

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 8 aprile2008, n. 9040

 

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Espropriazione per pubblico interesse - Occupazione appropriativa - Danno risarcibile - Pregiudiziale dell'annullamento dell'atto illegittimo - Irrilevanza ai fini risarcitori - Rilevanza ai fini della interruzione della prescrizione

 

Non viene richiesta l'impugnazione preventiva dell'atto ritenuto illegittimo ai fini del risarcimento del danno subito in presenza di un'occupazione appropriativa di un'area da parte di una pubblica amministrazione espropriante; se, tuttavia, l'atto sia stato impugnato, ciò è sufficiente per interrompere la prescrizione dell'azione risarcitoria.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Calabria, Reggio Calabria,  12 maggio 2008, n. 248
    Pres. Passanisi
    Rel. Zonno
    Ric. Guiscardi e altro
    Res. Comune di Monasterace
     

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Espropriazione per pubblica utilità - Procedimento espropriativo - Decreto di esproprio - Emanazione - Termini, ex art.13, L. n. 2359 del 1865 - Violazione - Illegittimità

 

In tema di espropriazione per pubblica utilità, la previsione, ex art. 13, L. 25 giugno 1865, n.2359, di termini per l’emanazione del decreto di esproprio, configura un precetto posto dalla legge ed indirizzato all’amministrazione pubblica espropriante per porre un vincolo alla discrezionalità delle sue potestà, sicché la sua violazione va qualificata come violazione di legge, ossia come vizio di legittimità dell’atto amministrativo.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Liguria, Sez. I,  27 ottobre 2007, n. 1870
    Pres. Di Sciascio
    Rel. Morbelli
    Ric. O.n.l.u.s. Associazione Verdi Ambiente e Società
    Res. Comune di Riomaggiore
     

 

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Atto amministrativo- Accesso ai documenti - Informazioni ambientali - Art. 3, Decreto Legislativo n. 195 del 2005 - Diniego - Illegittimità - Dimostrazione  della legittimazione e dell'interesse all'accesso da parte del soggetto istante - Assenza- Irrilevanza
 



Ai sensi dell'art. 3, Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n. 195, che riconosce la legittimazione all'accesso in materia ambientale a chiunque, è illegittimo il diniego di accesso alle informazioni in tema ambientale opposto al soggetto richiedente, a nulla rilevando che egli non abbia dimostrato né la propria legittimazione, né il proprio interesse ad esercitare il diritto di accesso.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 


 

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Atto amministrativo - Accesso ai documenti - Informazioni ambientali - Richiesta generica - Ammissibilità -Fattispecie relativa ad un'opera pubblica ubicata nel territorio del Parco nazionale delle Cinque Terre
 



Ai sensi dell'art. 3, Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195, la domanda di accesso alle informazioni ambientali può consistere in una generica richiesta di notizie sullo stato di un determinato contesto ambientale, a condizione che questo sia chiaramente specificato e che la richiesta non venga indirizzata per conseguire un mero sindacato ispettivo sull'attività svolta dall'Ente Locale competente,  bensì abbia lo scopo primario di costituire in capo all'Amministrazione l'obbligo di acquisire tutte le notizie relative allo stato della conservazione e della salubrità dei luoghi interessati dalla domanda, ad elaborare ed a comunicarle al richiedente.
(Nella fattispecie, si trattava di richieste dirette ad acquisire informazioni relative alla realizzazione di un'opera pubblica ubicata nel territorio del Parco nazionale delle Cinque terre).


(Simona De Paolis)






 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Corte Costituzionale, 24 ottobre 2007, n. 349
    Presidente Bile
    Rel. Tesauro
     

 



 

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Espropriazione per pubblica utilità - Indennizzo - Art. 5-bis, comma 7-bis, del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359 - Occupazioni appropriative intervenute anteriormente al 30 settembre 1996 - Criteri di liquidazione del danno in misura ridotta rispetto al valore venale degli immobili -Applicabilità ai procedimenti in corso -Violazione dei principi del giusto processo - Lesione degli obblighi internazionali derivanti dalla CEDU - Q.l.c. sollevata dalla Corte di Cassazione e dalla Corte d'appello di Palermo - Asserita violazione art. 117, comma 1 Cost., in relazione all'art. 6 della CEDU e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, nonché dell'art. 111, commi 1 e 2 Cost., in relazione all'art. 6 della CEDU - Illegittimità costituzionale 

 

 

 


È fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5-bis, comma 7-bis, del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, introdotto dall'art. 3, comma 65, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica).

 

(Simona De Paolis)
 

 

 



 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 22 ottobre 2007, n. 12
    Pres. Schinaia
    Rel. Ruoppolo
    Ric. Provincia di Mantova
    Res.  Gatti

  

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Competenza e giurisdizione - Occupazione per pubblica utilità -  Occupazione acquisitiva - Risarcimento del danno - Controversie - Giurisdizione del giudice amministrativo
 


Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia risarcitoria nella quale il decreto di espropriazione sia stato emesso in carenza di potere per previa scadenza della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, con conseguente irreversibile trasformazione del bene (c.d. occupazione acquisitiva - Conferma T.A.R. Brescia 19 dicembre 2005 n. 1342).

(Simona De Paolis)


 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria , 13 settembre 2007 n. 11
    Pres. Schinaia
    Rel. Lamberti
    Ric. Mediterranea Impianti s.r.l.
    Res.  Comune di Palermo ed altri
     

 

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Atto amministrativo -  Accesso ai documenti amministrativi - Relazioni del direttore dei lavori e dell'organo di collaudo - Esclusione

 


L'art. 10 D.P.R. n. 554/1999 non è stato implicitamente abrogato dalle modifiche apportate all'art. 31 bis L. 109/1994 dalla L. 166/2002. Pertanto,  le relazioni del direttore dei lavori e del collaudatore sulle riserve avanzate dall'esecutore di lavori pubblici sono rimaste sottratte all'accesso anche durante la vigenza dell'art. 31-bis della legge n. 109/1994 nel testo risultante dell'emendamento introdotto dall'art. 7, l. n. 166/2002. Del pari, è rimasto confermato l'intento del legislatore di ricondurre tali relazioni ai casi di divieto di divulgazione altrimenti previsti dall'ordinamento di cui all'art. 24, co. 1, l. n. 241/1990.

(Simona De Paolis)


 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 5 luglio 2006, n. 4267
    Pres. Santoro
    Rel. Metro
    Ric. Colombo Spurghi s.n.c.
    Res.  Comune di Vertova 
     

 

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Appalti -  Gara - Offerte anomale - Verifica - Da parte della stazione appaltante  in luogo della commissione di gara - Illegittimità
 

 


E' illegittima la procedura di verifica dell'anomalia dell'offerta condotta e definita dall'ufficio dell'Amministrazione-stazione appaltante , in luogo della commissione giudicatrice appositamente costituita; infatti, la P.A. può formulare esclusivamente pareri di ordine tecnico, ragguagli ed altri elementi utili alla valutazione delle offerte, ma non può formulare il giudizio definitivo sulla congruità delle stesse.

 

(Simona De Paolis)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V,  27 giugno 2006, n. 4135
    Pres. Elefante
    Rel. Branca
    Ric.------
    Res. Comune di Palma Campania ed altri
     

 

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Contratti della p.a. - Informativa prefettizia antimafia -  Appalto - Potere discrezionale della P.A. appaltante di non revocare l�appalto - Art. 11 co. 3 d.p.r. 252/98 -  Ambito applicativo - Limiti - Sindacato della P.A. sull'informativa prefettizia - Esclusione
 
 

 


In presenza di un�informativa prefettizia antimafia, la P.A. appaltante, ai sensi dell' art. 11, c. 3 , DPR n.  252/98 , può non revocare l�appalto, tutelando l�interesse pubblico attraverso una valutazione di convenienza in relazione al tempo dell�esecuzione del contratto stesso ed alla difficoltà di trovare una nuova impresa contraente, qualora la suddetta causa di decadenza sopravvenga ad esecuzione inoltrata. Pertanto, si deve escludere la facoltà della stazione appaltante di sindacare il contenuto della predetta informativa del prefetto, poiché la legge demanda in via esclusiva al prefetto la raccolta degli elementi e la valutazione circa la sussistenza del tentativo di infiltrazione mafiosa. 

 

(Simona De Paolis)
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • T.A.R. Valle d'Aosta, 18 gennaio 2006, n. 4
    Pres. Giunta
    Rel. Filippi
    Ric. Regione Autonoma Valle d'Aosta
    Res. Comune di Morgè ed altro

Opere pubbliche - Progetto - Approvazione e localizzazione - Avviso di avvio del procedimento ai proprietari delle aree da espropriare - Omissione - Conoscenza aliunde del progetto - Provvedimento approvativo vincolato nel dispositivo - Legittimità - Fattispecie

E' legittimo il provvedimento che approva la localizzazione e il progetto di un'opera pubblica non preceduto da specifico avviso di avvio del procedimento qualora risulti provato in giudizio che i singoli proprietari delle aree da espropriare fossero a conoscenza del progetto, ovvero che la P.A. procedente abbia fornito adeguati elementi probatori dai quali risulti che il provvedimento in questione non avrebbe potuto avere un diverso dispositivo anche qualora i soggetti privati avessero potuto prendere parte alla fase istruttoria procedimentale. Nella fattispecie, l'opera pubblica riguardava la costruzione di un centro di smaltimento di rifiuti. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 10 novembre 2005, n. 6312
    Pres. Salvatore
    Rel. Poli
    Ric. Ente Parco Nazionale della Maiella
    Res.Min. dell'economia e finanze

Opere pubbliche - Opere militari - Realizzazione su aree vincolate paesaggisticamente - Preventivo nulla-osta paesaggistico - Necessità


Le opere pubbliche destinate alla difesa militare che si devono costruire su aree vincolate paesaggisticamente necessitano del preventivo rilascio del nulla-osta paesaggistico, a nulla rilevando che la realizzazione delle predette opere avvenga su terreni interni a basi militari o comunque asserviti ad esse.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 4 ottobre 2005, n. 8
    Pres. De Roberto
    Rel.
    Lodi
    Ric.
    Olivia srl
    Res.
    CNT snc

 

Contratti della P.A. – Appalto – Cauzione provvisoria- Incameramento da parte della stazione appaltante – Possibilità – Finalità – Individuazione

 

 

La cauzione provvisoria, con la possibilità del suo incameramento da parte della stazione appaltante, può assolvere una duplice funzione: da un lato, una funzione indennitaria in caso di  mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell'aggiudicatario, dall’altro una funzione più strettamente sanzionatoria in caso di altri inadempimenti procedimentali del concorrente.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 5 ottobre 2005, n. 5360
    Pres. Venturini
    Rel. Saltelli
    Ric. Caldana
    Res. ATER ed altri

Appalto - Gara - Aggiudicazione - Aggiudicazione provvisoria - Annullamento ex officio da parte della commissione di gara - Legittimità - Condizioni - Riesame delle offerte - Possibilità

In tema di appalto, le peculiari funzioni della commissione di gara si esauriscono soltanto quando si pervenga all'aggiudicazione definitiva disposta dall'organo competente. Pertanto, finchè il predetto provvedimento non venga adottato, la commissione di gara, riscontrando l'illegittimità nel suo operato, può annullare ex officio l'aggiudicazione provvisoria attraverso un atto di autotutela e procedere al riesame delle offerte regolarmente pervenute. 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 29 aprile 2005, n. 2
    Pres. de Roberto
    Rel. Patroni Griffi
    Ric. Santi
    Res. ANAS ed altri

Espropriazione per pubblica utilità - Espropriazione illegittima - Restituzione dell'area al proprietario - Spetta - Intervenuta realizzazione dell'opera pubblica - Irrilevanza ai fini restitutori - Acquisizione dell'area ex art. 43, DPR 8 giugno 2001, n. 327 (Testo Unico sulle espropriazioni) - Impedisce la restituzione.


Nel caso di illegittima procedura espropriativa e di conseguente illegittima realizzazione di un'opera pubblica, l'unico rimedio riconosciuto dall'ordinamento per evitare la restituzione dell'area al proprietario è l'emanazione di un legittimo provvedimento di acquisizione ex art. 43, DPR 8 giugno 2001, n. 327 (Testo Unico sulle espropriazioni), in assenza del quale l'amministrazione espropriante non può addurre l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica quale causa di impossibilità oggettiva e quindi come impedimento alla restituzione.
(Cfr. Maurizio DE PAOLIS, Commentario al testo unico sull'espropriazione per pubblica utilità,2004, Maggioli Editore).

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, 10 marzo 2005, n. 1008
    Pres. Giovannini
    Rel. Montedoro
    Ric. Comune di Siena
    Res. Camera arbitrale dei lavori pubblici ed altri

Competenza e giurisdizione - Appalti pubblici - Compenso degli arbitri - Impugnazione - Giurisdizione del giudice amministrativo




Rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo le controversie relative alla determinazione del compenso da parte della Camera arbitrale dei lavori pubblici, derivando la predetta determinazione dall'esercizio di un potere pubblico davanti al quale sussiste una situazione di interesse legittimo.

(Maurizio De Paolis, Il nuovo processo amministrativo, 2003, Seconda Edizione, CEDAM)

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 8 marzo 2005, n. 950
    Pres. Carboni
    Rel. Cerreto
    Ric. Lamia
    Res. Comune di Lugo

Competenza e giurisdizione - Appalti - Contratto di applato lavori - Risoluzione - Giurisdizione dell'A.G.O.

 
Rientra nella giurisdizione dell'Autorità Giudiziaria Ordinaria la controversia insorta circa la risoluzione di un contratto di appalto di lavori per inadempimento dell'appaltatore.

(Simona De Polis)

 

 

 

 

 

 

 

  • TAR Sicilia, Palermo, Sez. II, 4 febbario 2005, n. 250
    Pres. Adamo
    Rel. Tulumello
    Ric. Enel Green Power spa
    Res. Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo

Opere pubbliche - Impianto per la produzione di energia eolica - Nulla-osta paesaggistico - diniego - Motivazione generica - Fattispecie


E' illegittimo il diniego opposto dalla competente Soprintendenza alla richiesta di rilascio di un nulla osta paesaggistico relativo ad un impianto per la produzione di energia eolica, qualora la motivazione risulti fondata su argomentazioni generiche.
(Nella fattispecie, il diniego faceva riferimento genericamente alle caratteristiche geo-morfologiche del terreno sul quale si intendeva realizzare un impianto per la produzione di
energia eolica).

(Simona De Paolis)

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenario 22 dicembre 2004, n. 13
    Pres. De Roberto
    Rel. Volpe
    Ric. Poli
    Res. Min. beni e attività culturali

 

 

Contratti della P.A. - Debiti della P.A. - Sorte capitale - Pagamento - Debito relativo agli accessori - Prescrzione - Interruzione - Esclusione

 

 


Il pagamento da parte della P.A. della sorte capitale non è atto interruttivo della prescrizione sul debito relativo agli accessori.

 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez, V, 12 ottobre 2004, n. 6579
    Pres. Elefante
    Rel. Corradino
    Ric. Comune di Porto Cesareo
    Ric. Soc. Sasinae Multi Service srl

Appalto - Gara - Annullamento - Rinnovo - Impresa - Mancata partecipazione alla gara rinnovata - Risarcimento del danno per la parte del contratto già eseguito - Esclusione.


In tema di appalti pubblici, l'annullamento dell'aggiudicazione e la rinnovazione della stessa rappresenta una forma di risarcimento del danno in forma specifica. Pertanto, l'impresa che abbia ottenuto l'annullamento della gara e che non partecipi alla gara rinnovata, non può richiedere il risarcimento del danno per la parte dell'appalto già eseguito.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 1 ottobre 2004, n. 6369
    Pres. ff Patroni Griffi
    Rel. Saltelli
    Ric. ANAS SpA
    Res. Calcestruzzi srl

Appalto - Gara - Impresa - Collegamento sostanziale con altra impresa concorrente - Esclusione -Legittimità

Legittimamente la commissione di gara dispone l'esclusione di un'impresa da una gara di appalto di lavori pubblici qualora sulla base di una serie di elementi di fatto concomitanti ritenga, in applicazione di criteri di massima preventivamente fissati che vi sia una situazione di collegamento sostanziale con un'altra impresa partecipante alla stessa gara tale da alterare gli equilibri tra i concorrenti.

(Sveva Rossi)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 7 giugno 2004, n. 3554
    Pres. Totta
    Rel. Poli
    Ric. Soc. Mancini Costruzioni
    Res. ANAS ed altri

Appalti - Gara - Offerte corredate da documenti giustificativi - Legittimità

 


La stazione appaltante, per esigenze di garanzia, di accelerazione del procedimento relativo all'appalto e a garanzia della serietà dell'offerta formulata dall'impresa concorrente, può legittimamente richiedere, nel bando o nella lettera invito, a pena di esclusione che l'offerta sia corredata da documenti giustificativi.

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 16 aprile 2004, n. 1344
    Pres. Salvatore
    Rel. Cacace
    Ric. Collegio Geometri di Torino ed altri
    Res. Min. Economia e Finanze

Appalto - Gara - Ordini e collegi professionali - Partecipazione - Legittimazione - Esclusione - Fattispecie.


Gli ordini e i collegi professionali non sono legittimati a partecipare alle gare indette dalla P.A. relative a taluni contratti di appalto. Pertanto, è legittima l'esclusione disposta dalla stazione pubblica appaltante relativa a taluni ordini professionali.
Nella fattispecie l'esclusione dalla gara riguardava i collegi professionali dei geometri di alcune province italiane.


(Simona De Paolis)

 

 

   

 

 

 

  • Consiglio di Stato, sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6760
    Pres. Elefante
    Rel. Branca
    Ric. Provincia di Padova
    Res. Impresa Corteggiano Costruzioni srl ed altri

Appalti - Appalti di opere pubbliche - Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici - Qualificazione delle imprese - Direttive - Emanazione - Esclusione.

 


L'attività di vigilanza che compete all' Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, quando si riferisce al sistema di qualificazione delle imprese (art. 4, lett. i), L. 11 febbraio 1994, n. 109) non può manifestarsi attraverso l'emanazione di direttive o di criteri aventi un contenuto indeterminato, dovendosi esercitare secondo quanto disposto dall'art. 14, DPR 25 gennaio 2000, n. 34.
 

(Simona De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 17 ottobre 2003, n. 6335
    Pres. Salvatore
    Rel. Leoni
    Ric. Spagnolo Vigorita
    Res. Pres. Cons. Min. ed altri

Opere pubbliche - Appalto - Arbitrato - Arbitri - Albo presso la Camera arbitrale - Art. 151 c. 5, 7 e 8, D.P.R. n. 554 del 1999 - Illegittimità.

 In tema di appalti di opere pubbliche, è illegittima la disposizione regolamentare di cui all'art. 151, c. 5, 7 e 8, DPR 21 dicembre 1999, n.554, nella parte in cui per nominare gli arbitri prevede la tenuta di un apposito albo gestito dalla Camera arbitrale, a cui compete il controllo della durata dell'iscrizione e la verifica delle eventuali incompatibilità. 

(Simona De Paolis)

 

 

Opere pubbliche - Appalto - Arbitrato - Presidente - Camera arbitrale - Competenza - Art. 150 c. 3, D.P.R. n. 554 del 1999 - Illegittimità.

In tema di appalti di opere pubbliche, è illegittima la disposizione regolamentare di cui all'art. 150, c. 3, DPR 21 dicembre 1999, n.554, nella parte in cui impedisce alla parti la libera opzione del terzo arbitro con funzioni di presidente, riservandola alla Camera arbitrale. 

(Simona De Paolis)


 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 15 ottobre 2003, n. 6332
    Pres. Quaranta
    Rel. Deodato
    Ric. Lucicostruzioni srl
    res. Generalgiulia srl

 

Appalti - Gara - Offerta - Trasmissione con "posta celere" anzichè con lettera raccomandata - Esclusione dell'impresa concorrente - Illegittimità.

 
Qualora il bando di una gara di appalto richieda espressamente che l'offerta venga trasmessa soltanto attraverso lettera raccomandata, è illegittima l'esclusione di una ditta concorrente che invece abbia inviato l'offerta con il servizio di posta celere, stante la completa equipollenza dei due servizi. 

(Simona De Paolis)


 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 8 luglio 2003, n. 4057
    Pres. Riccio
    Rel. Saltelli
    Ric. Comune di Roma
    Res. Giglioli

 

Opere pubbliche - Espropriazione per pubblica utilità - Sottrazione del bene al proprietario - Per un interesse pubblico diverso da quello fissato nelle dichiarazione di pubblica utilità - Illegittimità.


Il provvedimento ablatorio può sottrarre legittimamente il bene al proprietario privato esclusivamente se il bene in questione sia utilizzato per il conseguimento dell'interesse pubblico fissato nella dichiarazione di pubblica utilità; pertanto, al di fuori di tale schema, il provvedimento espropriativo è illegittimo in quanto non rispondente ai principi ed ai valori costituzionali della così detta funzione sociale della proprietà privata, nonchè dell'uguaglianza sostanziale e della solidarietà sociale.
(cfr. Maurizio DE PAOLIS, Edilizia ed urbanistica, CEDAM, 2003)

(Tiziana Autieri)

 

Opere pubbliche - Retrocessione - Retrocessione parziale e totale - Applicabilità - Presupposti.


L'istituto della retrocessione (artt.60-63, L. 25 luglio 1865, n. 2359) assicura al privato la facoltà di reclamare la restituzione dei beni espropriati qualora l'opera pubblica, alla cui realizzazione i suoi beni erano stati destinati, non è stata realizzata ovvero non è più utilizzabile (retrocessione parziale), ovvero quando, realizzata l'opera, sia pure parzialmente, i suoi beni non servano alla sua concreta realizzazione (retrocessione parziale).

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 17 aprile 2003, n. 2081

    Pres. Elefante
    Rel. Branca
    Ric. Impresa Rossignoli
    Res. Cons. bonifica Val di Chiana ed altri

Contratti della P.A. - Appalto - Gara - Capacità economica e finanziaria - Capacità tecnica ed organizzativa - Certificazioni di collaudo in luogo di certificati di esecuzione richiesti dal bando di gara - Illegittimità.


Nell'ambito della procedura per l'appalto di opere pubbliche, è illegittima la produzione da parte di un'impresa concorrente di certificati di collaudo in luogo di certificati di esecuzione lavori, richiesti espressamente dal bando di gara per comprovare la capacità tecnica ed organizzativa.


(Rossella D'Aniello)

   

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 17 aprile 2003, n. 2004

    Pres. Riccio
    Rel. Poli
    Ric. Immobiliare Lara srl
    Res. Comune di Caravaggio

 

Edilizia ed urbanistica - Urbanistica - Piano regolatore generale - Variante - Variante di " pubblica utilità " - Opera pubblica - Avvio del procedimento - Avviso al proprietario dell'area - Obbligo a carico del Comune - Sussiste.


Qualora la variante al Piano regolatore generale concerna l'esecuzione di una singola opera pubblica localizzata su un'area ben individuata ex art.1, c. 5, L. n. 1 del 1978 (così detta variante di pubblica utilità) il Comune dovrà inviare l'avviso di inizio del procedimento al proprietario dell'area interessata dalla variante, non venendo in considerazione un autentico atto di pianificazione o di programmazione del territorio.
(Cfr. Maurizio De Paolis, Edilizia ed urbanistica, CEDAM. 2000)
 

(Tiziana Autieri)

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2003, n. 1558

    Pres. RICCIO
    Rel. SALTELLI
    Ric. Brenta servizi spa
    Res. Soc. Ar. Pi.

 

Ricorso giurisdizionale - Opere pubbliche - Interesse a ricorrere - Delibera consortile di localizzazione di condotte fognarie - Proprietario dell'area - Ha interesse - Ammissibilità del ricorso.


Sussiste l'interesse a impugnare da parte del proprietario la delibera consortile che localizza sul fondo di sua proprietà la realizzazione di una condotta fognaria allorquando, quantunque la destinazione urbanistica dell'area non ne consenta l'edificabilità, le concrete modalità esecutive dell'opera impongano pesi e limitazioni tali per gravità da rendere del tutto inutilizzabile l'area in questione.


(Tiziana Autieri.)



 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2003, n. 1551

    Pres. Trotta
    Rel. Troiano
    Ric. Textulan spa
    Res. Radici Tessuti spa

Contratti della P. A. - Appalto - Gara - Certificazione ISO 9000 - Previsione nel bando di gara - Produzione da parte di impressa concorrente di certificazione sostitutiva rilasciata da organismo pubblico della Romania - Esclusione dalla gara - Legittimità.

 


Qualora il bando di gara di un appalto pubblico preveda espressamente che le imprese concorrenti devono presentare la certificazione ISO 9000 rilasciata da un organismo certificatore abilitato di uno Stato aderente EA/IAF, legittimamente la commissione giudicatrice esclude l'impresa che abbia prodotto una certificazione di qualità rilasciata da un organismo pubblico della Romania, essendo irrilevante che quest'ultima abbia presentato domanda di adesione all'Unione Europea.

(Silvia Lanzaro)

 

 


 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2003, n. 1558

    Pres. RICCIO
    Rel. SALTELLI
    Ric. Brenta servizi spa
    Res. Soc. Ar. Pi.

 

Ricorso giurisdizionale - Opere pubbliche - Interesse a ricorrere - Delibera consortile di localizzazione di condotte fognarie - Proprietario dell'area - Ha interesse - Ammissibilità del ricorso.


Sussiste l'interesse a impugnare da parte del proprietario la delibera consortile che localizza sul fondo di sua proprietà la realizzazione di una condotta fognaria allorquando, quantunque la destinazione urbanistica dell'area non ne consenta l'edificabilità, le concrete modalità esecutive dell'opera impongano pesi e limitazioni tali per gravità da rendere del tutto inutilizzabile l'area in questione.

 

 

Opere pubbliche - Preventiva variante al P. R.G.- Necessità - Progetto - Approvazione da parte di consorzio per la costruzione e la gestione di fognature - Esclusione.


I consorzi per la costruzione e la gestione delle fognature non sono dati di poteri urbanistici e pertanto non possono approvare progetti di realizzazione di opere inerenti la loro cura quando esse siano da localizzare in zone non destinate a servizi pubblici e ci sia pertanto bisogno di ricorrere ad una variante al preesistente piano regolatore generale.


(Tiziana Autieri.)



 

 

  • Consiglio di Stato, 19 marzo 2003, n. 1457

    Pres. Riccio
    Rel. Borioni
    Ric. Baldassini - Tognozzi Costruzioni spa
    Res. Min. Infrastrutture

 

Appalto - Aggiudicazione - Approvazione - Diniego - Per mancanza di fondi - Legittimità - Omesso rinvio della gara - Omissione - Responsabilità precontrattuale - Configurabilità -Danno - Risarcibilità.


E' legittimo il diniego di approvazione della aggiudicazione di una gara di appalto disposto dall'Amministrazione appaltante per mancanza dei fondi per la realizzazione di un opera pubblica; mentre l'omesso rinvio della gara configura una ipotesi di responsabilità precontrattuale a carico dell'amministrazione con il conseguente obbligo di risarcire il danno a favore dell'impresa che abbia partecipato alla gara, in quanto in tale condotta si ravvisa una palese violazione del principio di correttezza nei rapporti con i terzi durante la fase prenegoziale.

(Rossella D'Aniello)



 

  • Consiglio di Stato, Sez. VI, Sez. VI, 10 marzo 2003, n. 1277

    Pres. Schinaia
    Rel. Chieppa

Contratti della P.A. - Appalto - Gara - Offerte anomale - Esclusione - Media e soglia di anomalia - Calcolo - Arrotondamenti - Possibilità - Condizioni.

Nella fase procedimentale in cui si individua l'offerta più bassa e in cui si escludono le offerte anomale, la commissione giudicatrice può procedere ad arrotondamenti nel calcolo della media e della soglia di anomalia qualora il bando di gara preveda espressamente tali tipologie di arrotondamenti.

(Silvia Lanzaro)


 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 5 marzo 2003, n. 1218

    Pres. Quaranta
    Rel. Marchitiello
    Ric. Full service International srl
    Res. Dantel Spa

Appalti - Gara - Partecipazione - Domanda di impresa concorrente - Presentazione attraverso telegramma, telefax o e-mail - Legittimità - Condizioni - Documentazione allegata alla domanda relativa ai requisiti di partecipazione - Invio tramite telegramma, telefax o e-mail - Non necessita - Invio con lettera raccomandata di conferma - Necessità.

Qualora il bando di una gara di appalto preveda espressamente, ai sensi dell'art. 7, c. 7 e successivi, Decreto Legislativo 24 luglio 1992, n. 358, che le imprese concorrenti possano presentare la domanda di partecipazione oltre che per lettera anche per telegramma, telefax o e-mail, e che qualora si ricorra a questi ultimi strumenti, la domanda di partecipazione deve essere confermata attraverso lettera da spedirsi entro il termine fissato nel bando, la documentazione relativa ai requisiti di partecipazione alla gara si deve trasmettere all'amministrazione appaltante insieme alla lettera di conferma, non essendo necessario spedirla con il telegramma, il telefax o la e-mail con i quali è stata presentata la domanda di partecipazione alla gara.


(Rossella D'Aniello)

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 19 febbraio 2003, n. 916

    Pres. Farina
    Rel. Deodato
    Ric. Slia spa
    Res. Comune di Sassari

Contratti della P.A. - Revisione prezzi - art. 6, c. 4, L.n.537/1993 come modificato dall'art. 44, L. n.724/1994 - Diritto alla revisione da parte delle imprese - Sussiste - Revisione percentualmente ridotta - Esclusione.


In tema di revisione prezzi concernente i contratti stipulati da imprese private con la P.A., l'art. 6, c. 4, L. 24 dicembre 1994, n. 537, come modificato dall'art. 44, L. 23 dicembre 1994, n. 724, si deve interpretare come un precetto che attribuisce immediatamente alle imprese appaltatrici, il diritto alla revisione dei prezzi senza che l'amministrazione appaltante possa limitarla percentualmente.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

  • Consiglio di Stato Adunanza Plenaria 29 gennaio 2003, n.1

    Pres. De Roberto
    Rel. Pajno
    Ric. Comune di Aversa
    Res. Zecchina Costruzioni Spa

 

Giudizio amministrativo - Risarcimento danni - Annullamento degli atti di una gara di appalto - Conseguenze dell'annullamento sul contratto eventualmente stipulato tra la P.A. appaltante e l'originaria impresa aggiudicatrice - Accertamento preventivo - Necessità - Pregiudizialità dell'annullamento rispetto alla domanda risarcitoria - Configurabilità.


La pregiudizialità dell'annullamento rispetto alla domanda di risarcimento del danno (così detta pregiudizialità amministrativa) risulta necessaria ogni volta che si devono stabilire le conseguenze dell'annullamento degli atti di gara sul contratto di appalto stipulato tra la P.A. appaltante e l'impresa aggiudicataria. In tale ipotesi, la preventiva proposizione del ricorso giurisdizionale innanzi al giudice amministrativo, e la decisione su quest'ultimo, risulta necessaria in quanto si tratta di precisare quali siano le conseguenze dell'avvenuto annullamento degli atti a seguito del ricorso del partecipante non aggiudicatario, sul contratto di appalto stipulato nelle more tra la P.A. e l'aggiudicatario originario.

 

(Tiziana Autieri)

 

 

 

  • Consiglio di Stato, 21 gennaio 2003, n. 230
    Pres. Riccio
    Rel. La Medica
    Ric. Impresa Giustino Costruzioni Spa
    Res. ANAS

 

Contratti della P.A. - Appalto - Gara -Offerta anomala - Valutazione limitata ex art. 21, c. 1 bis, L. n. 109/1994 - Illegittimità.

 

La Corte di giustizia dell'Unione Europea (cfr. Sez. Vi, 27 novembre 2001, n. 285-286/99) ha affermato che la normativa comunitaria e nazionale di riferimento deve essere interpretata nel senso di garantire una effettiva fase di valutazione dell'anomalia delle offerte da svolgersi in contraddittorio fra la stazione appaltante e l'impresa concorrente, successivamente all'apertura delle buste ed indipendentemente  dalle giustificazioni previamente fornite in sede di presentazione dell'offerta.
Da tale interpretazione si evidenzia il contrasto fra la normativa nazionale e la normativa comunitaria, da cui discende l'illegittimità della facoltà prevista dall'art. 21, c. 1 bis, L. n. 109/1994, che limita il controllo delle anomalie dell'offerta solo al 75% delle voci che la compongono e che esclude talune voci  dalla valutazione.

(Rossella D' Aniello)

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 20 dicembre 2002, n.7255
    Pres. TROTTA
    Rel. SALTELLI
    Ric. IGECO srl
    Res. Comune di Taranto

 

Opere pubbliche - Gara - Per l'affidamento in concessione di lavori pubblici - Bando e avviso di gara - Forme di pubblicità obbligatorie e facoltative - Art. 80, DPR n. 554/1999.

 

L'art. 80, DPR 21 dicembre 1999,n. 554 prevede, oltre a forme di pubblicità obbligatoria degli avvisi e dei bandi di gara, anche forme di pubblicità facoltative (cui l'Ammnistrazione può ricorrere in rapporto all'importanza e/o della rilevanza economica della gara), finalizzate a consentire la più ampia partecipazione possibile delle imprese, quale strumento per l'effettiva individuazione del miglior contraente possibile, nel rispetto del principio di imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.).

(Tiziana Autieri)

 

 

Opere pubbliche - Gara - Per l'affidamento in concessione di lavori pubblici - Imprese concorrenti - Requisiti economici - Requisiti finanziari - Art. 98, DPR n.554/1999 - Concessione di lavori pubblici e appalto di opere pubbliche - Diversità.

 

Ai sensi dell'art. 98, DPR 21 dicembre 1999, n. 554, i requisiti economico-finanziari sono indici rilevatori della vitalità attuale e della effettiva capacità operativa dell'impresa (lett. a), nonchè della sua affidabilità sotto il profilo finanziario (lett. b), mentre quelli tecnici ed organizzativi sono indici che evidenziano, sia pure in via astratta, l'idoneità dell'impresa a realizzare l'intervento oggetto dell'affidamento in concessione: essi si giustificano proprio con la caratteristica specifica dell'istituto della concessione dei lavori pubblici, che differisce dall'appalto pubblico di lavori per il fatto che la controprestazione dei lavori consiste nel diritto di gestire l'opera, ovvero in tale diritto a cui si aggiunge un prezzo.

(Tiziana Autieri)

 

 

Opere pubbliche - Gara - Per l'affidamento in concessione di lavori pubblici - Imprese concorrenti - Requisiti necessari ex art. 80, DPR 554/1999 - Ambito discrezionale della P.A. - Sussiste - Motivazione - Necessità.

 

L'art. 98, DPR 21 dicembre 1999, n. 554 non stabilisce in maniera rigida i requisiti necessari per partecipare alle gare per l'affidamento in concessione di lavori pubblici, ma limitandosi a fissare i limiti minimi, rimette alla discrezionalità della P.A. la determinazione concreta dei predetti limiti, idonei ed adeguati rispetto al concreto intervento da realizzare;pertanto, l'esercizio di tale potere da parte dell'ammnistrazione comporta la necessità che sia sotenuto da un'adeguata motivazione, che  costituisce il necessario strumento per verificare i corretto operato amministrativo.
(DE PAOLIS MAURIZIO, La motivazione del provvedimento amministrativo, CEDAM, 2002).

(Tiziana Autieri)

 

Ricorso giurisdizionale - Opere pubbliche - Gara - Per l'affidamento in concessione di lavori pubblici - Forme di pubblicità facoltativa -  Utilizzazione - Bando di gara - Termine di impugnazione - Dies a quo - Compimento di tutte le forme di pubblicità.

 

Qualora la P.A. abbia ritenuto opportuno pubblicizzare una gara per l'affidamento in concessione di lavori pubblici utilizzando le ulteriori forme di pubblicità facoltativa consentite dalla legge, il termine per l'impugnazione del bando decorre dalla data di compimento delle forme di pubblicità effettivamente disposte e non già da quella di compimento delle sole forme di pubblicità obbligatoria.
(Maurizio De Paolis, I contratti della Pubblica Amministrazione, CEDAM, 2000).

(Tiziana Autieri)


 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 14 dicembre 2002, n. 6917
    Pres. TROTTA
    Rel. SALTELLI
    Ric. Comune di Montauro
    Res. Cristofato

 

Opere pubbliche - Progetto definitivo -  Approvazione -  Comunicazione ex art. 7, L. n. 241/1990 - Necessità.

 

Successivamente all'approvazione del progetto definitivo di un'opera pubblica nasce l'obbligo per l'amministrazione  di dare comunicazione di avvio del procedimento per l'espropriazione delll'area ai soggetti interessati ex art. 7, L. 7 agosto 1990,n. 241, in quanto da quel momento si genera la dichiarazione implicita di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza dei lavori.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 14 dicembre 2002, n. 6917
    Pres. TROTTA
    Rel. SALTELLI
    Ric. Comune di Montauro
    Res. Cristofato

 

Opere pubbliche - Programma definitivo - Elenco annuale - Approvazione -  Consiglio comunale - E' competente.

 

Rientra nella competenza del Consiglio comunale l'approvazione del programma definitivo di opere pubbliche e dell'elenco annuale di quelle da realizzare, trattandosi di atti di programmazione e di indirizzo politico-amministrativo.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. IV, 14 dicembre 2002, n. 6917
    Pres. TROTTA
    Rel. SALTELLI
    Ric. Comune di Montauro
    Res. Cristofato

 

Opere pubbliche - Programma triennale di lavori pubblici - Aggiornamento annuale - Giunta comunale - E' competente.

 

Lo schema di programma triennale di lavori pubblici e l'aggiornamento annuale costituiscono atti di impulso e di proposta che rientrano perfettamente nelle competenze della Giunta comunale ex art. 46, Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 2 dicembre 2002, n. 8364
    Pres. Quaranta
    Rel. Mastrandrea
    Ric. Porto torre spa
    Res. Comune di Roma

 

Opere pubbliche - Concessione edilizia - Contributi di concessione - Esenzione - Presupposti - Individuazione - Casistica giurisprudenziale sul diniego di esenzione.

 

L'esenzione dal pagamento dei contributi di concessione per le opere pubbliche o di interesse generale, realizzate dagli enti istituzionalmente competenti ( art. 9, c.1, lett. f), L. n.10/1977) richiede il concorso di due presupposti. Uno soggettivo, ovvero l'ascrivibilità del manufatto oggetto di concessione edilizia alla categoria delle opere pubbliche o di interesse della collettività, anche se realizzate e gestite da privati; l'altro soggettivo, ovvero l'esecuzione delle opere da parte di Enti che in via istituzionale realizzino opere di interesse generale ( cfr. Cons. Stato, Sez. V, 6 dicembre 1995, n. 2061), ovvero da parte di privati concessionari dell'Ente pubblico ( cfr. Cons. Stato, Sez. V, 7 dicembre 1995,n. 1280), purchè le opere siano inerenti all'esercizio del rapporto concessorio.
Il beneficio di esenzione dal pagamento dei contributi di concessione è stato negato:
1. ad una società per azioni relativamente alla concessione di ampliamento di una clinica gestita dalla stessa (Cfr. Cons. Stato, Sez. V, 16 gennaio 1992, n. 46);
2. alle cooperative edilizie, in quanto curano in primo luogo l'interesse dei soci;
3. al privato che realizza impianti sportivi, anche se la loro utilizzazione è oggetto di convenzione con il comune;
4. per la realizzazione di uffici direzionali di un'azienda creditizia;
5. per la costruzione di scuole non previste tra le opere di urbanizzazione dal P.R.G.,
6. alla società concessionaria del servizio distributivo del gas da città per la costruzione di una nuova sede (cfr. Tar Lombardi, Brescia, 18 marzo 1999,n. 217),
7. per le opere realizzate da un privato, su proprietà privata e con capitali privati, pur se in vista di un contratto di locazione co la P.A. (tar Lombardia, Milano, Sez. II, 1 luglio 1997,n. 1077;tar Puglia Bari, Sez. I, 1 settembre 1999,n. 1018).

(Maurizio De Paolis)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 23 ottobre 2002, n. 5824
    Pres. Varrone
    Rel. Zaccardi
    Ric. Italia Nostra onlus
    Res. Comune di Assisi

 

Opere pubbliche - Programma triennale di lavori pubblici - Opere di importo inferiore a 20 miliardi di lire - Accertamento preliminare semplificato - Necessità - Criteri.

 

Le attività preliminari di accertamento che devono precedere l'inserimento di lavori nel programma triennale di lavori pubblici devono rendere conto in maniera esauriente e congrua della analisi effettuata circa la fattibilità dell'opera con riguardo a tutte le possibili componenti operative per la sua concreta realizzazione. L'art. 3, c.3, DM 21 giugno 2000 prevede una forma semplificata di accertamento preliminare per le opere di importo inferiore a 20 miliardi di lire, basato sulla redazione di studi sintetici e non invece su studi di fattibilità come richiesto dall'art. 14, L.N. 109/1994 e dall'art. 11, L , n.554/1999.

(Tiziana Autieri)

 

 

 

 



 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sez. V, 7 ottobre 2002, n.5284
    Pres. Elefante
    Rel. Branca
    Ric. Comune di Farigliano
    Res. Ellena ed altri

 

Opere pubbliche - Localizzazione - Procedimento - Avvio - Avviso - Omissione - Illegittimità.

 

Il mancato avviso personale da parte di un Comune di avvio del procedimento preordinato alla localizzazione dell'opera pubblica, rende illegittimo il provvedimento localizzatorio, e non è superabile dalla prova di conoscenza indiretta e generica della volontà del Comune di procedere alla realizzazione dell'opera. (Cfr. Cons.Stato,Adunanza Plenaria,n.2/2000).E ciò per la ragione assorbente che la dichiarazione di pubblica utilità che consegue automaticamente all'approvazione del progetto di opera pubblica non è un mero subprocedimento della procedura espropriativa, ma una sequenza caratterizzata da autonomia concettuale e da effetti lesivi propri.

(Silvia Lanzaro)

 

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato,Sez.IV,25 settembre 2002,n.4931
    Pres. Paleologo
    Rel. Borioni
    Ric.Caldani irrrigazioni srl
    Res. Min.Lavori pubblici

 

Contratti della p.a.- Appalto - Per opere relative ad acque pubbliche - Controversie sulla scelta del contraente privato - Giurisdizione del giudice amministrativo.

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia relativa agli atti del procedimento di scelta del contraente per la realizzazione di opere in materia di acque pubbliche,trattandosi di provvedimenti amministrativi che incidono soltanto in via indiretta sul regime delle acque pubbliche.(cfr.Cons Stato,Sez.IV,11 dicembre 2001,5006).

                                                                (Gianluca De Nuzzo)

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, sez. V, 10 luglio 2002, n. 3842

                Pres.   VARRONE    

                Rel.     ALLEGRETTA

                Ric.     COMUNE di CASTELLINA in CHIANTI

                Res.     FANETTI

 

Opere pubbliche – Diritto di accesso – Direttore dei lavori – Relazioni riservate – Accesso – Esclusione – Organo di collaudo – Relazioni sulle domande e sulle riserve dell’impresa – Accesso – Esclusione.

 

L’art. 10, D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 (Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109) dispone testualmente che ex art. 24, L. 7 agosto 1990, n. 241, sono sottratte all’accesso le relazioni riservata del direttore dei lavori e dell’organo di collaudo sulle domande e sulle riserve dell’impresa.  Tale norma è di immediata applicazione anche ai rapporti in corso di esecuzione al momento di entrata in vigore del testo regolamentare che la contiene, come espressamente dichiarato dal successivo art. 232.

(Maurizio De Paolis)

 

 

 

 

 

 

  • Consiglio di Stato, Sezione V, Sent. 18 marzo 2002, n. 1562

        Presidente         Alfonso Quaranta

        Consigliere est.  Gerardo Mastrandrea

        Ricorrente         *******

        Resistente          Comune di Grottolella

                                                           

 

Opera pubblica – dichiarazione di pubblica utilità – incardinamento nell’atto di approvazione del progetto - necessità.

 

La fissazione dei termini iniziali e finali delle procedure ablatorie e dei lavori deve avvenire nell’atto con cui è approvato il progetto di opera pubblica avente ex lege valore di dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e non mediante atti successivi – seppure in forma di convalida o sanatoria – idonei ad eliminare l’intrinseca illegittimità del primo atto.                  

 (Silvia Lanzaro)

 

Espropriazione per pubblica utilità – dichiarazione di pubblica utilità - procedimento – avvio comunicazione soggetti interessati - necessità.

La dichiarazione di pubblica utilità non rappresenta un sub-procedimento della procedura espropriativa bensì l’esito di un autonomo procedimento; vale, pertanto, anche per esso il principio di garanzia della partecipazione dell’interessato che impone la comunicazione di avvio del procedimento. 

(Silvia Lanzaro)

 

Espropriazione per pubblica utilità - occupazione di urgenza - annullamento in sede giurisdizionale - occupazione abusiva dell’area da parte della P.A. – danno- configurabilità –risarcimento per equivalente - criteri.

 

Quando l’annullamento di un provvedimento di occupazione temporanea di urgenza travolge la dichiarazione di pubblica utilità, viene meno il collegamento teleologico tra l’opera costruita ed il pubblico interesse e  rimane solo un fatto illecito generatore di danno da liquidarsi, qualora il privato opti per la tutela risarcitoria, nella forma del risarcimento per equivalente senza i limiti previsti dall’art. 5-bis del d.l.11 luglio 1992, n. 333.  

(Silvia Lanzaro) 

 

 

  • Corte di Giustizia del Lussemburgo

Cause Riunite C-285/99 e C-286/99, Sesta Sezione, 27 novembre 2001

 

Appalti pubblici di lavori – Direttiva 93/97/CEE – Aggiudicazione degli appalti – Offerte anormalmente basse – Modalità di giustificazione e di esclusione applicate in uno Stato membro – Obblighi dell’amministrazione aggiudicatrice in base al diritto comunitario.

 

«L'art. 30, n. 4, della direuiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori deve essere interpretato nel modo seguente:

 

-     Esso si oppone alla normativa e alla prassi amministrativa di uno Stato membro che consentono all'amministrazione aggiudicatrice di respingere come anormalmente basse le offerte che presentano un ribasso superiore alla soglia di anomalia, tenendo conto unicamente delle giustificazioni dei prezzi proposti, relativi ad almeno il 75% dell'importo posto a base d'asta menzionato nel bando di gara, che gli offerenti erano tenuti ad allegare alla loro offerta, senza concedere a questi ultimi la possibilità di far valere il loro punto di vista, dopo l'apertura delle buste, sugli elementi di prezzo offerti che hanno dato luogo a sospetti.

 

-     Esso si oppone anche alla normativa ed alla prassi amministrativa di uno Stato membro che impongono all'amministrazione aggiudicatrice di prendere in considerazione, ai fini della verifica delle offerte anormalmente basse, solamente le giustificazioni fondate sull’economicità del procedimento di costruzione o delle soluzioni tecniche adottate o sulle condizioni particolarmente favorevoli di cui gode l'offerente, con esclusione di giustificazioni relative a tutti quegli elementi i cui valori minimi sono stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative ovvero i cui valori sono rilevabili da dati ufficiali.

 

Per contro esso non si oppone, in via di principio, nella misura in cui tutti i requisiti che impone siano per il resto soddisfatti e gli obiettivi perseguiti dalla direttiva 93/37 non siano pregiudicati, alla normativa ed alla prassi amministrativa di uno Stato membro che, in materia di determinazione delle offerte anormalmente basse e di verifica di queste offerte, da un lato, obbligano tutti gli offerenti a pena di esclusione della loro partecipazione all'appalto, ad allegare alla loro offerta giustificazioni dei prezzi proposti relativi ad almeno il 75% dell'importo posto a base d'asta, e, dall'altro, applicano un metodo di calcolo della soglia di anomalia basato sulla media dell’insieme delle offerte ricevute per l’aggiudicazione di cui trattasi, di modo che gli offerenti non sono in grado di conoscere tale soglia al momento del deposito del loro fascicolo, dovendo tuttavia il risultato al quale porta l'applicazione di tale metodo di calcolo essere riesaminato dall'amministrazione aggiudicatrice.»

  

L'avvocato Generale D. Ruiz-Jarabo Colomer ha presentato le sue conclusioni all'udienza della Sesta Sezione del 5 giugno 2001.

 

Egli ha proposto alla Corte di risolvere le questioni proposte dal Consiglio di Stato della Repubblica italiana dichiarando che l'art. 30, n. 4, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori:

 

1)   non si oppone ad un meccanismo di rilievo automatico della soglia di anomalia avente caratteristiche tali da impedire agli offerenti di conoscerla prima della presentazione delle loro offerte;

2)   non impedisce che il bando di gara contenga una clausola che esclude le imprese che non corredano le proprie offerte con giustificazioni del prezzo indicato per un valore pari ad almeno il 75% del prezzo posto a base d'asta;

3)   impedisce che una norma di diritto nazionale imponga all'amministrazione aggiudicatrice, per verificare le offerte anormalmente basse, di prendere in considerazione solo determinate giustificazioni e di escludere quelle che si riferiscono ad elementi i cui valori minimi sono rilevabili da listini ufficiali; e

4)   non consente una procedura di esclusione delle offerte anormalmente basse, nella quale le imprese offerenti non abbiano la possibilità di fornire chiarimenti dopo l'apertura delle buste e prima dell'adozione del provvedimento di esclusione».